Più di 700 poveri rischiano il pasto quotidiano a Roma: sfratto per lo Chef dei poveri

Un reclamo ai Vigili di zona e forse una segnalazione alla Procura della Repubblica con l’obbligo di sgomberare le cucine nei pressi della Stazione Tuscolana di Roma, dove da anni i volontari dell’Associazione RomAmoR ONLUS si appoggiavano presso i locali messi a disposizione in zona Appio Tuscolano, per cucinare pasti per almeno 700 persone a settimana.

Il pericolo che non si possano servire centinaia di pasti caldi a senzatetto e indigenti della Capitale è ancora più forte in considerazione delle temperature sotto lo zero previste in questi giorni.

Il tutto avviato dallo Chef dei poveri, Dino Impagliazzo 87 anni, che a maggio che compirà 88 presidente della ONLUS con la collaborazione di centinaia di volontari che si avvicendano per preparare pasti caldi e servirli ai senzatetto di Roma presso le stazioni Tuscolana, Ostiense e ultimamente anche nei dintorni della Basilica di San Pietro.

Dino Impagliazzo, l’87enne chef dei poveri, così ha commentato affranto: “È chiaro che a qualcuno ha dato fastidio il fatto che prepariamo da mangiare a dei poveri e così abbiamo 15 giorni per chiudere tutto e chiediamo a Dio, a qualche anima buona o alle Istituzioni di aiutarci a trovare un locale adito ad uso cucine, possibilmente in una zona centrale o semicentrale, affinché possiamo cucinare e portare i pasti ai senzatetto presso le stazioni Tuscolana e Ostiense nel giro di pochi munuti, senza che questi si freddino”.