Poliziotti uccisi a Trieste: le fondine delle pistole erano difettose?

S’indaga sulle fondine delle armi in dotazioni alle due vittime.

Stanno emergendo nuovi particolari sulla sparatoria di Trieste che è costata la vita a due poliziotti (qui la dinamica secondo la ricostruzione della Questura).

Innanzitutto, sebbene Carlysle Stephan Meran avesse avvertito che il fratello Alejandro Augusto (accusato del duplice omicidio e di tentato omicidio) soffrisse di disturbi psichici, dalla questura hanno fatto sapere che “allo stato non è seguito dai servizi di igiene mentale di questo capoluogo“.

Poi, si sta indagando sulle fondine dei due agenti uccisi (Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, 31 e 34 anni) e sulla presenza di eventualli difetti e, stando a una prima analisi, non risulterebbero danni tali da comprometterne la funzionalità.

Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.
Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.

Tuttavia, in attesa di capirne di più, Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), ha affermato: “Uno dei due agenti aveva già avuto problemi con la fondina rotante e gliene era stata data un’altra di vecchio tipo che non permette di bloccare l’arma al suo interno. All’altro collega che invece aveva la nuova fondina rotante è stata sfilata l’arma insieme al dispositivo di contenimento, poiché il supporto ha ceduto rompendosi. Questo è un difetto che come Sap stiamo denunciando da circa un anno con continue note al Dipartimento, il quale giorni fa ci ha anche risposto dicendo che sono in corso verifiche volte alla ricerca di soluzioni per le criticità rilevate. Abbiamo sempre denunciato questa anomalia che stavolta si è rivelata fatale. Se la dinamica dovesse essere confermata sarebbe di una gravità inaudita e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità“.

Infine, l’agente ferito sarà operato alla mano sinistra.

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