Poliziotti uccisi a Trieste, parla la madre dell’omicida: “Segnalato più volte ai servizi sociali”

Il racconto di Betania, la mamma di Alejandro Stephan Meran.

Non si può dire nulla che possa confortare un padre che perde un figlio, o un figlio che perde un padre. Mi dispiace per ciò che ha fatto mio figlio. Lui non è in grado, è malato mentale. Noi crediamo, abbiamo paura di Dio. Mi dispiace tanto, adesso non so come chiedere perdono a queste famiglie“.

Così la madre di Alejandro Stephan Meran, il giovane dominicano fermato per l’omicidio dei due agenti uccisi nella questura di Trieste, ai microfoni di Sky tg24.

La madre, che si chiama Betania, ha raccontato che la sera prima del dramma il figlio le ha detto che “non riusciva a dormire. Sentiva delle voci, che lo stavano perseguitando e lo volevano ammazzare. Cercavo di calmarlo dicendogli di stare tranquillo, di dormire e che sarebbe passato. E mi diceva: mamma non senti la voce? Non lo vedi? Mi vuole uccidere“.

La donna ha spiegato che il giovane “ha problemi psichici ed era in cura in Germania prima che arrivassimo in Italia“.

Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.
Matteo Demenego e Pierluigi Rotta.

La madre dell’accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio si trovava sul posto quando è avvenuta la sparatoria: “Non ho fatto in tempo a uscire dalla macchina, perché sentivo gli spari e mi dicevano di mettermi giù. Sentivo mio figlio che urlava e vedevo la polizia e le sirene e sentivo gli spari“.

La donna, ai microfondi del Giornale Radio Rai, ha chiesto perdono per quanto ha fatto il figlio, sottolineando che più volte ai servizi sociali aveva segnalato il suo stato di salute mentale.

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