Polo Nord, il buco dell’ozono si è richiuso (VIDEO)

Si era aperto a fine marzo a causa di un eccezionale ciclone freddo polare.

Buco dell'ozono Polo Nord
Il buco dell'ozono al Polo Nord

Il buco dell’ozono sull’Artico, che non ha registrato precedenti per dimensioni e durata, si è chiuso completamente. La notizia arriva dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), direttamente su Twitter.

A marzo, gli studiosi hanno rilevato una anomala apertura nello strato di ozono al di sopra del Polo Nord, e l’hanno ricondotta alle basse temperature scaturite da un ciclone freddo di proporzioni straordinarie.

Il vortice polare, circolando nella stratosfera, ha mantenuto l’aria fredda intrappolata sopra il Polo. Quando le temperature scendono molto, si creano delle nuvole stratosferiche artiche che sono in grado di attivare alcune sostanze chimiche nell’atmosfera. I ricercatori le chiamano killer dell’ozono, come i composti di cloro.

Polo Nord
Polo Nord

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In genere, le temperature sul mare artico non sono basse come quelle del continente antartico, dove da 35 anni si apre in inverno un enorme buco nello strato di O3. Gli esperti del Programma Europeo per l’Osservazione della Terra e la Sorveglianza Copernico hanno annunciato, però, che il buco dell’ozono anomalo si è richiuso, così come previsto.

Il vortice, quest’anno più duraturo del solito, ha portato a un diradamento dell’ozono; ma il successivo aumento delle temperature, fino a 20 gradi, ha riportato tutto alla normalità (e nei tempi previsti).

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L’ozono ha il compito di proteggere la Terra dai raggi ultravioletti. In passato mini buchi sono stati occasionalmente osservati sopra il Polo Nord, per esempio nel 2011; ma si tratta di fenomeni rari e poco estesi, nulla a che vedere con la situazione che si verifica sopra il Polo Sud.

Da oltre un trentennio, infatti, si estende per 20/25 milioni di chilometri quadrati, mediamente per tre o quattro mesi. Quest’anno, invece, il buco dell’ozono è stato registrato anche sulla Groenlandia e sull’Artico. Nulla a che vedere con gli effetti dei lockdown causato dal Covid-19, comunque.

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