Ponte Morandi, dalle perizie emergono difetti esecutivi e poca manutenzione

Arrivano i risultati del primo incidente probatorio sul Ponte di Genova.

Arrivano i risultati del primo incidente probatorio per il crollo del Ponte Morandi. Ecco cosa hanno rilevato i periti che hanno esaminato le condizioni di conservazione e manutenzione dei manufatti non crollati e delle parti precipitate.

Nelle parti prese in esame, hanno scritto i periti, “non si evidenziano interventi atti a interrompere i fenomeni di degrado”, ma “gli unici ritenuti efficaci risalgono a 25 anni fa”. Inoltre sull’ancoraggio dei tiranti del lato Sud (quello che si sarebbe staccato per primo) è stato riscontrato “uno stato corrosivo di tipo generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri, derivanti dello zolfo, e cloruri”.

Ci sarebbero anche dei “difetti esecutivi”: “i cavi secondari – si legge nella relazione – sono spesso liberi di scorrere: alcuni trefoli non sono stati trovati dentro le guaine. In generale i cavi secondari nelle guaine presentano fenomeni di ossidazione e, in alcuni casi, con riduzione di sezione, i quali hanno effetti diretti sulla sicurezza strutturale”. Si parla anche digrave degrado”.

Per quanto riguarda la situazione dello strallo della pila 9 – ha fatto sapere con una nota l’Aspi – la relazione dei periti riporta soltanto la classificazione degli stati di corrosione dei fili di acciaio componenti i trefoli, classificazione determinata in modo sommario e quindi utilizzabile soltanto ai soli fini descrittivi. Tale classificazione consente comunque di escludere che sia stato lo strallo la causa primaria del cedimento”.

Le percentuali di corrosione riportate nella tabella della perizia depositata – continua la nota – confermano che la capacità portante degli stralli era ampiamente garantita, come hanno dimostrato anche i risultati delle analisi compiute dal laboratorio Empa di Zurigo e dall’Università di Pisa. Quindi, l’eventuale presenza di una percentuale ridottissima di trefoli corrosi fino al 100% non può in alcun modo aver avuto effetti sulla tenuta complessiva del Ponte“.

Intanto il Consiglio dei Ministri, nella riunione di ieri sera, ha deliberato la proroga di un anno dello stato di emergenza per il crollo del Ponte Morandi.

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