Pony picchiato a morte da adolescenti, “un’agonia, colpito su schiena e muso”

Adesso si chiede a gran voce giustizia per l’ennesimo animale vittima di maltrattamenti e violenza inaudita.

Pony picchiato a morte
La povera Jenna. Credits: My Lovely Horse Rescue

Un pony è stato picchiato a morte da un gruppo di adolescenti. Se n’è andato dopo una lenta agonia dovuta al brutale pestaggio. A scoprire l’animale sofferente è stata Martina Kenny, co-fondatrice di My Lovely Horse Rescue (MLHR). È successo nella zona ovest di Dublino, sabato 27 giugno. L’animale di tre anni è stato sorpreso con «grumi di sangue su tutto il suo corpo» e «il viso gonfio».

La povera Jenna è stata subito trasferita nella fattoria dell’MLHR, ma purtroppo le ferite riportate erano troppo gravi: il pony picchiato a morte da un gruppo di adolescenti ha attraversato il ponte la mattina seguente.

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L’avvistamento dell’animale indifeso e agonizzante è avvenuto ad Adamstown, vicino al Canal Grande, sabato sera, da un uomo che si trovava a passare per caso e che ha subito avvertito i volontari della My Lovely Horse Rescue con un messaggio. Il recupero è avvenuto domenica mattina.

Il povero pony era rimasto da solo in un boschetto nelle zone limitrofre. Tre volontari dell’MLHR sono arrivati sul luogo segnalato e hanno cominciato a cercare Jenna, ma era troppo buio, non hanno potuto fare altro che aspettare le prime luci dell’alba.

Hanno trovato Jenna in uno stato straziante: con la testa abbassata e il corpo in condizioni disastrose. «Era debole, davvero molto debole. Aveva la testa bassa. La cosa folle era che il suo viso era gonfio, il suo corpo aveva grumi e protuberanze, non tagli ma grumi. Il veterinario che la stava aspettando, ha detto che è stata picchiata con forza»: ha raccontato Martina Kenny.

La persona che ha dato l’allarme «ha assistito all’orribile aggressione, ha spiegato che un ragazzino era sulla sua schiena e l’aggrediva con una violenza inaudita. Un altro più grande, di circa 15 o 16 anni, si è avvicinato invece con qualche oggetto in mano, e ha iniziato a colpirla sulla schiena e su un fianco».

Adesso l’associazione animalista chiede a gran voce che venga fatta giustizia e che i responsabili vengano puniti per come meritano. C’è ancora tanto da fare circa la cultura del rispetto nei confronti degli animali: troppe sono le aggressioni ai loro danni, mentre invece dovrebbero essere lasciati nel loro habitat in santa pace e – solo quando necessario – accuditi e curati.

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