Prete si gioca 500mila euro della parrocchia al casinò

La ludopatia, ovvero la dipendenza da gioco d’azzardo, è una brutta cosa. Più una malattia che un vizio. E ne è rimasta vittima un sacerdote di Spinea, comune della città metropolitana di Venezia.

Don Flavio Gobbo, infatti, avrebbe sperperato mezzo milione di euro dalle casse della Parrocchia al Casinò.

Sospeso dal ministero, adesso il prete si sta sottoponendo, “ad un programma terapeutico riabilitativo in un centro specializzato per curare una forma patologica di disturbo da gioco d’azzardo“.

Questo l’annuncio della Diocesi di Treviso, aggiungendo che il sacerdote “è sempre rimasto in contatto con i suoi superiori e con i suoi confratelli, che non lo hanno mai abbandonato, offrendogli l’aiuto e il sostegno necessario“.

La Diocesi ha anche approfondito il fenomeno della ludopatia “molto più diffusa di quanto si possa pensare o si voglia riconoscere. Una volta riconosciuta, necessita di un aiuto specialistico e di un contesto umano e comunitario di supporto. Infatti, è tipico di questi disturbi negare o minimizzare il problema e illudersi di uscirne da soli”.

In questo lungo e faticoso percorso – ha concluso la Diocesi – don Flavio è stato sostenuto principalmente dalla preghiera ma anche dalla volontà di tornare presto a svolgere il suo ministero nel quale non ha mai smesso di riconoscersi“.

La vicenda risale alla metà di ottobre di due anni fa, quando don Flavio Gobbo lasciò la parrocchia di San Vito e Modesto, lasciando una lettera ai fedeli con cui affermava che doveva prendersi un periodo di riposo. Tuttavia, come si legge sul Corriere del Veneto venne fuori un ammanco a cinque zeri nel bilancio della parrocchia.

Le indagini si sono concluse la scorsa settimana con un patteggiamento a due anni e la stima dell’ammanco: mezzo milione di euro.