Prima sorrideva e poi salutava, il mio ricordo di Fabrizio Frizzi da concorrente de L’Eredità

Dicembre 2014. Studi di via Nomentana, a Roma. Ero lì come concorrente dell’Eredità, emozionato e divertito.

Dietro le quinte, prima dell’inizio della registrazione della puntata, insieme agli altri concorrenti, ecco giungere Fabrizio Frizzi, che si presentò con il suo grandioso sorriso.

Frizzi, poi, non rideva solo con la bocca ma anche con il corpo. Un’accoglienza gioiosa che ci contagiò e che ebbe il merito di gestire l’emozione.

Frizzi si rivolse a ognuno di noi, leggendo e pronunciando il nome scritto sul cartellino, stringendoci la mano e dandoci il benvenuto. Un padrone di casa che voleva subito mettere gli ospiti a proprio agio. Pochi minuti che hanno immediatamente trasmesso il messaggio di trovarci di fronte a un noto personaggio televisivo che, nonostante ciò, era genuino, senza un briciolo di arroganza.

Giunto in postazione, con Frizzi al centro dello studio, parlottammo della mia collezione di prime pagine d’epoca, un hobby che suscitò il suo interesse. Dopodiché via alla trasmissione e a un’esperienza gioiosa e impossibile da dimenticare.

Al mio ritorno a Palermo, più di una persona mi ha chiesto: “Com’è Fabrizio Frizzi dal vivo?“. E io ho sempre risposto così: “Gioioso e gentile“.

Sì, perché non ci vuole chissà quanto tempo per capire quanto sia buona e gioviale una persona. E Frizzi lo era. Un gentiluomo della televisione che entrava nelle case degli italiani nel migliore dei modi possibili: con il sorriso. Un modo di fare unico che ci mancherà.