Quanto costa mangiare a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati?

Ecco quanto pagano i deputati per mangiare alla buvette di Montecitorio.

È forse considerato il simbolo più visibile della casta, ovvero quel ceto politico che ha in mano la gestione del potere e che è lontanissimo dal popolo.

Palazzo Montecitorio è un edificio storico di Roma che si affaccia su piazza del Parlamento da un lato e su piazza di Monte Citorio dall’altro, in cui ha sede la Camera dei deputati della Repubblica Italiana e il Parlamento italiano riunito in seduta comune.

Insomma, qui si lavora, ma si mangia anche, essendoci una fornita buvette, che però è sempre stata, per i suoi bassi prezzi del menù alla carta, simbolo di indignazione generale.

Quando, dalla scorsa legislatura, gli esponenti del MoVimento 5 Stelle entrarono in Parlamento, la buvette era uno dei luoghi vietati, vietatissimi da frequentare. Oggi non si sa se è ancora così.

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Buvette di Montecitorio.

Eppure dall’inizio di quest’anno qualche rincaro c’è stato negli anni. Piccolo. Molto piccolo. Troppo piccolo.

Quanto costa mangiare alla buvette di Montecitorio: dal caffè alla pizza, le nuove tariffe

Se prima un caffè costava 90 centesimi ora tocca sborsare un euro. Il prezzo di una bottiglietta d’acqua (55 centesimi) è aumentato di 5 centesimi. Per una piadina la tariffa sale da 3,50 euro a 3,85 euro e per una coppetta di frutta da 2 a 2,20 euro. E così via.

Prezzi in aumento anche per gli aperitivi, tutt’altro che sgraditi ai Parlamentari. Un bicchiere di prosecco, accompagnato da patatine, frutta secca e pizzette, costa 4,40 euro; gli aperitivi alcolici 4,95 euro. Il prezzo di un Crodino o similari si attesta a 3,80 euro invece di 3,50. Mentre una spremuta, che prima voleva 2,50 euro, oggi ne costa 2,75. Anche i fritti (arancini, schiacciatine rustiche, supplì), che passano a 1,65 euro al pezzo, gettonatissimi tra i parlamentari.

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Un trancio di pizza bianca o rossa costa da oggi 1,10 euro, mentre una marinara/capricciosa/funghi/ecc. 2,75 euro. Medesimo prezzo per quanto riguarda la pizzetta rossa tonda, mentre una romana farcita arriva a costare 3,30 euro. Per le rosette e per i panini vegani il costo è lo stesso: 3,05 euro.

Ad aggiudicarsi l’appalto per la il servizio di ristorazione quest’anno è stata la coopeativa italiana Cir Food. Ma qual è il motivo dei rincari?

«La Camera dei deputati – ha spiegato Daniela Fabbi, Communication Manager della società – ha introdotto per la prima volta nel bando i criteri ambientali minimi, chiedendo l’applicazione dei cosiddetti ‘Cam’. Questo comporta la scelta di categorie merceologiche di maggiore qualità dei prodotti a cui corrisponde un leggero adeguamento dei prezzi».

E buon appetito a loro.

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