Quanto guadagna un magistrato? E come si diventa?

Scopriamo qualcosa di più sulla professione di magistrato.

Il magistrato, dal latino magistratum, è il detentore di una carica pubblica specifica, magistero. Si tratta di una carica pubblica che consente di gestire un proprio ufficio pubblico, ovvero possedere un ruolo all’interno della giustizia o del pubblico ministero.

Ogni funzione giuridica svolta dal magistrato rientra naturalmente nei termini previsti dalla legge, e più nello specifico da quanto sancisce in merito la costituzione italiana, articolo numero 104. Inoltre, il magistrato può anche ricoprire ruoli diversi, può per esempio ricoprire la carica di giudice, ma essere anche un pubblico ministero.

TIPI DI MAGISTRATO

Volendo approfondire la questione sulla figura del magistrato, c’è una cosa che bisogna sapere, sempre secondo quanto stabilito dalla Costituzione italiana, costui è l’esecutore del potere giudiziario nel nostro Paese e risponde ad un organo superiore noto come CSM, Consiglio Superiore della Magistratura, il quale viene a sua volta sovrinteso dal Presidente della Repubblica.

Prima di approfondire cosa fa il magistrato, bisogna però chiarire un altro aspetto, l’ordine autonomo della magistratura può prevedere la presenza di diverse tipologie di magistrati, e da essa dipende anche la tipologia di controversia della quale si occuperà questa figura. Nello specifico, un magistrato potrebbe essere ordinario oppure amministrativo, nel primo caso si occuperà di controversie di natura civile o penale, mentre nel secondo caso agirà nell’ambito del diritto amministrativo.

Un magistrato può anche essere contabile e occuparsi del settore delle controversie erariali, oppure essere di natura tributaria, e dunque agire nel comparto delle controversie fiscali. Infine, esistono anche i magistrati militari, che naturalmente operano in esclusiva sulle controversie relative ai reati in questo settore.

Il magistrato può ricoprire il ruolo di giudice oppure quello di pubblico ministero. Risulta essere un dettaglio fondamentale perché, in base all’una o all’altra carica, cambiano profondamente i compiti di questa figura, che viene generalmente suddivisa in giudicante, giudice, e requirente, pubblico ministero.

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I COMPITI DEL MAGISTRATO

Occorre andare con ordine, e noi scegliamo di cominciare proprio dalla controparte giudicante, vediamo quali sono, dunque, i compiti che appartengono ad un magistrato giudice. Il suo ruolo principale è quello di condurre le udienze relative alla tipologia del proprio settore, valutando tutti gli elementi portati in aula ai fini processuali, possono essere documenti, testimonianze, o qualsiasi tipologia di atto o prova avente a che fare con una specifica controversia. Il giudice, in questo senso, può essere visto alla stregua di un vero e proprio conduttore, è lui che determina la cadenza delle varie fasi del processo, stabilendo per esempio l’ordine dei testimoni, i vari interrogatori, e qualsiasi altra fase che risulterà importante per potere giudicare le parti coinvolte nelle aule e le loro posizioni. Poi, alla fine di questo percorso, è compito del giudice emettere una sentenza che sia allineata alle valutazioni emerse durante il processo.

In qualità di requirente, dunque di pubblico ministero, i compiti del magistrato cambiano, e cambiano non di poco. Vediamo di cosa si occupa precisamente questa figura. In questo caso non si pone più come al di sopra delle parti chiamate in causa in aula, ma investe il ruolo di accusatore all’interno di un processo penale. Sicuramente, guardando la tv, vi sarà capitato di assistere alle arringhe e alle accuse mosse da un PM, quel PM, Pubblico Ministero, è esattamente un magistrato che, in quel momento, sta svolgendo una carica requirente.

Al magistrato requirente tocca anche analizzare prove e atti inerenti a quello specifico reato, oltre alla formulazione dei capi di imputazione rivolti verso l’autore. In pratica, il suo compito fondante è quello di sostenere l’accusa di fronte al giudice. Prima di proseguire, è importante specificare che, durante le indagini, spetta al PM stabilire come procedere, potrebbe per esempio richiedere delle intercettazioni o dei sequestri, oppure fare richiesta per ottenere delle misure restrittive a carico dell’imputato.

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COME DIVENTARE MAGISTRATO

La strada per diventare magistrato è davvero lunga e difficile, visto che bisogna superare quello che con tutta probabilità rappresenta uno dei concorsi più complessi in Italia. Prima di poter eaccedere al concorso, però, serve ottenere una laurea in giurisprudenza, durata quinquennale. Ottenere questo titolo di studio, però, non è sufficiente, in seguito alla laurea, il candidato deve necessariamente specializzarsi con un corso di altri due anni in Professioni Legali, o in alternativa conseguire un dottorato in Materie Giuridiche. Il voto di laurea non ha peso per l’accesso al concorso, mentre l’accesso non può essere richiesto per più di due volte. In sintesi, se si viene considerati non idonei per tre volte, si chiude ogni possibilità di accedere al concorso per magistrati.
Per quanto concerne questo, ecco come si sviluppa.

Per ottenere l’idoneità al concorso, bisogna sostenere tre esami teorici scritti e un esame orale. Le prove scritte saranno incentrate su le tre tipologie di diritto, penale, civile e amministrativo, la prova orale, invece, richiede una preparazione completa sulle materie giuridiche, più la conoscenza obbligatoria di almeno una lingua straniera. Anche dopo avere ottenuto la promozione al concorso, un magistrato non smette mai di studiare e di aggiornarsi.

QUANTO GUADAGNA UN MAGISTRATO

Non è affatto facile stabilire quanto guadagna un magistrato, perché lo stipendio di questa figura varia in base a due fattori, gli anni di anzianità e naturalmente il settore all’interno del quale ha scelto di impiegarsi, dunque la tipologia di magistratura. Di contro, è comunque possibile tracciare una scala generica relativa alle remunerazioni medie di un magistrato, nello specifico, lo stipendio base parte come minimo da circa 2.200 euro mensili, fino ad arrivare a 3.600 euro dopo circa 4 anni di magistero. Dopo un’esperienza ventennale la remunerazione mensile del magistrato può anche arrivare a circa 5.600 euro, nonostante in questo caso, oltre all’anzianità, contino anche e soprattutto i risultati raggiunti in carriera. Superati i 30 anni, un magistrato può arrivare a percepire anche 7.500 euro. Infine, per quanto concerne le magistrature amministrative, gli stipendi possono salire anche fino a 15.000 euro mensili.