Sanremo 2020, quanto guadagna un orchestrale?

Ecco quanto la Rai ha scelto di investire sugli orchestrali del Festival.

È una giornata importante quella di stasera – giovedì 5 febbraio –  per il Festival di Sanremo. Perché oa potere determinare l’andazzo della classifica della gara all’Ariston dagli altissimi ascolti – arrivati a oltre 9 milioni e il 53 per cento di share – sarà un elemento fondamentale del programma.

Talmente fondamentale da risultare invisibile al grande pubblico ma essenziale per gli esperti del settore: gli orchestrali che, dopo la giornata dei duetti, diranno la loro sugli arrangiamenti delle canzoni degli artisti, dicendo ciò che piace e ciò che non piace sulla base della tecnica, dell’impegno ma anche dell’antipatia personale.

Una questione sanremese molto contestata a volte quella del fare decidere gli orchestrali. C’è chi sostiene che sia giusto farli votare in quanto elementi fondamentali di Sanremo. C’è chi, giustamente, sostiene che gli orchestrali, che spesso lavorano con gli stessi musicisti che si esibiscono o con le case discografiche, potrebbero essere influenzati nelle loro scelte da conflitti di interesse personali da un punto di vista economico. Insomma, su ‘sta storia c’è sempre del movimento.

E movimentata fu la scelta dell’orchestra di Sanremo che nel 2010 per protesta contro la decisione del pubblico di classificare in finale la canzone Italia amore mio di Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e Luca Canonici, cominciò a gettare via gli spartiti facendoli volare in piena scena. Non si saprà mai se la protesta era vera o una scelta di fare spettacolo ma è una scena che è rimasta nella storia del Festival.

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Ma quanto guadagna un orchestrale o un corista del Festival di Sanremo? Anzitutto sfatiamo il mito che è un lavoro di pochi giorni. Cinque giorni di Festival sono quelli che noi guardiamo in tv. Prima, però, ci stanno settimane e settimane di studio degli arrangiamenti. E non è certo facile imparare una trentina di canzoni, più gli stacchetti e tutto il vario correlato.

Insomma, un lavoro da mattina a notte fonda, che dovrebbe essere ben pagato. Già, dovrebbe, perché quest’anno l’orchestra di Sanremo ha dovuto cambiare numerosi dei suoi componenti, perché la Rai ha deciso di decurtare moti degli stipendi rispetto al passato. Da qui la scelta di molti tra la dignità personale e la visibilità. Perché i lavori vanno sempre pagati e in modo dignitoso. Ma quanto guadagnano? Se parli con la Rai l’investimento totale è di 250mila euro. Se poi fai la media rispetto al numero degli orchestrali e le giornate, la media è 50 euro al giorno. Ciò vuol dire che c’è chi prende molto di più e chi molto meno. Sicuramente troppo poco per una manifestazione così importante.

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