Quanto guadagna un vigile urbano? E come si entra nella Polizia Municipale?

Cosa bisogna sapere sulla professione del vigile urbano.

Quello del vigile urbano è uno stipendio non alto ma costante e sicuro.

Nel dettaglio, il rapporto di lavoro per la Polizia Municipale è regolato da nuovo CCNL Regioni e autonomia locale, con il quale sono stati anche aggiornati gli importi dello stipendio a loro riconosciuto. Quindi se volete sapere quanto guadagna quello che ancora oggi viene definito come vigile, dovete fare riferimento a quanto stabilito dal nuovo contratto.

C’è da dire però che sullo stipendio del personale della Polizia Locale – a cui ricordiamo si può accedere solamente partecipando ad un concorso pubblico bandito dall’amministrazione comunale – influiscono diversi fattori, quindi non è semplice rispondere alla domanda su quanto si guadagna.

Comunque, proveremo a farlo nella maniera più semplice possibile, dandovi tutte le informazioni necessarie per capire di quanto può variare lo stipendio a seconda del ruolo e dell’anzianità.

Come anticipato lo stipendio della Polizia Locale, così come per qualsiasi altro impiego, varia a seconda delle competenze e dei ruoli e – in questo caso – anche dal Comune di appartenenza.

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Infatti, Dirigenti e Comandanti della Polizia Municipale hanno una retribuzione variabile a seconda della giurisdizione del Comune, poiché è più alta nel caso in cui si presti servizio in una città metropolitana o in un capoluogo.

Ma partiamo dalla base, vedendo qual è lo stipendio per l’agente semplice con anzianità massima di tre anni, grado alla base della Polizia Locale. Nel dettaglio questo contrattualmente è inquadrato nel livello C1, per il quale è prevista una retribuzione (aggiornata al 2018) pari a 1.683,17€ lordi (l’anno sono 20.198,15€ per dodici mensilità, cifra alla quale va aggiunta la tredicesima).

Una volta passato al livello economico C2, invece, la retribuzione annua lorda sale a 20.679,86€, quindi circa 1.723€ lordi al mese. L’agente scelto inquadrato nel livello C3 ha uno stipendio lordo di 1.771€ (21.256,22€ lordi), mentre l’assistente scelto della Polizia Municipale (livello C5) sale a 1.894€ (22.738,92€ l’anno).

Passiamo quindi al livello contrattuale D, ruolo a cui possono accedere solamente i laureati. Qui si parte da un vice ispettore della Polizia Locale – posizione economica D1 – che con uno stipendio lordo annuo di 21.976,71€ si porta a casa circa 1.831€ al mese.

Una volta passati al ruolo di Ispettori (D2) la vostra retribuzione mensile sarà di 1.921€ al mese (23.053,49€ l’anno), mentre nel livello D3 – Vice Commissario – lo stipendio cresce a 2.105€ lordi al mese (25.269,34€ annui).

Lo stipendio base dei Comandanti della Polizia Municipale (D5), invece, ammonta a 2.293€ mensili, a fronte di un compenso annuo pari a 27.524,86€. Infine, per nel ruolo di Dirigente (D6) ogni anno si guadagna un lordo di 29.426,32€, quindi circa 2.452€ mensili.

Ci sono però altre voci che influiscono sullo stipendio finale; ad esempio, come indicato dal nuovo contratto, al personale della Polizia Locale che in via continuativa rende la prestazione lavorativa giornaliera in servizi esterni di vigilanza spetta un’indennità che varia da un minimo di 1€ ad un massimo di 10€ al giorno.

C’è poi una seconda indennità, chiamata di funzione; questa è riconosciuta al personale inquadrato nelle categorie C e D al fine di compensare l’esercizio di compiti di responsabilità connessi al grado rivestito.

Per il calcolo dell’importo quindi bisogna tener conto sia del grado rivestito che delle “connesse responsabilità”, nonché delle “peculiarità dimensionali, istituzionali, sociali e ambientali degli enti”; l’importo massimo riconoscibile comunque ammonta a 3.000€ lordi l’anno, quindi 250€ mensili.

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Coloro che desiderano essere parte della Polizia Municipaledevono possedere dei requisiti di ordine generale. Nell’ ambito degli stessi, troviamo l’avere un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni in primis. A seguire, il possesso di un diploma di scuola superiore, il possedere una patente di tipo B (frequente nei bandi di concorso viene richiesta anche la A.

Inoltre, bisogna essere cittadino italiano, con il pieno godimento dei diritti civili e politici.

Generalmente, i bandi pubblici richiedono la conoscenza di una lingua straniera. Infine, non bisogna aver riportato condanne penali, e non essere interdetti ai pubblici uffici.

Il concorso pubblico, per diventare vigile urbano, consta, solitamente di tre prove: due di queste sono teorico/pratiche, e la terza è orale.

In merito alle materie oggetto di esame, le stesse possono spaziare all’ interno di un ampio ventaglio: si passa dal Diritto costituzionale, ed amministrativo, alla normativa sugli Enti locali.

Fondamentale la conoscenza del Codice della strada, oltre ad elementi di Diritto civile, penale, e di procedura civile e penale.

A titolo esemplificativo, quelli sopra possono rappresentare i temi di selezione, anche se ogni bando fornisce informazioni specifiche in merito.

Il meccanismo di selezione, generalmente, richiede il conseguimento di un punteggio minimo di 21 su 30 (comprensivo del risultato delle prove e degli eventuali titoli personali richiesti dal bando).

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