Quello che sappiamo (per ora) sull’attacco a Barcellona

Sono trascorse sei ore da quando un furgone bianco è piombato sulla folla a Barcellona, sulla Rambla, in pieno centro.

Il bilancio provvisorio è di 13 morti e 90 feriti, di cui 15 in gravi condizioni.

È stato appurato che il furgone procedeva a 80 km/ora per colpire più persone possibili.

Il mezzo ha percorso 500 metri prima di fermare la corsa.

La zona è stata subito transennata ed evacuata. Sgomberate anche le stazioni della metropolitana e quelle ferroviarie.

Molti negozi hanno abbassato le saracinesche con i clienit all’interno.

L’attacco è stato rivendicato dall’ISIS tramite la sua ‘agenzia’ Amaq, definendo gli attentatori ‘soldati dello Stato islamico’.

Dopo l’attacco sulla Rambla, si era diffusa la notizia che due attentatori si erano asserragliati in un locale con ostaggi.

La polizia catalana ha, poi, smentito, precisando che due terroristi sono stati arrestati. Un uomo, invece, è stato ucciso a pochi chilometri dal luogo dell’attentato, dopo avere forzato un posto di blocco e travolto due agenti.

Ancora da chiarire, però, la sua posizione anche se per la polizia sarebbe coinvolto.

Secondo La Vanguardia un uomo si è presentato alla polizia catalana come Driss Oukabir, il sospetto terrorista tra gli autori dell’attacco e ha denunciato il furto dei propri documenti. L’uomo avrebbe spiegato agli agenti che, vedendo la sua fotografia, ha capito cosa fosse successo ed è andato a denunciare il furto di identità alla polizia.

Secondo El Pais il colpevole sarebbe Moussa Oukabir, il fratello più piccolo di Driss Oukabir, 28 anni. Moussa Oukabir è arrivato solo domenica a Barcellona dal Marocco.

Secondo i media, due mesi fa la CIA aveva allertato sulla possibilità di un atto terroristico.

Infine, Site – l’agenzia che monitora i siti jihadisti – ha ricordato che i sostenitori avevano ipotizzato “un attacco imminente“.