Questo è ciò che è successo dopo che Robin Williams si è tolto la vita

robin williams

L’11 agosto 2014 Robin Williams, famoso attore statunitense, si è suicidato nella sua casa a Paradise Cay, in California. Il 63enne segretamente era alle prese con la demenza a corpi di Lewy, una patologia che, secondo la moglie, potrebbe essere stato un fatto determinante nella scelta dell’artista di togliersi la vita.

Ora, in uno studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE, i ricercatori della Mailman School of Public Health della Columbia University hanno osservato un aumento del 10% dei suicidi “prevedibili” negli Stati Uniti tra agosto e dicembre 2014.

Utilizzando i dati sulla mortalità dei Centers for Disease Control da gennaio 1999 a luglio 2014, i ricercatori hanno utilizzato un modello computerizzato per stimare il numero di suicidi previsti in condizioni tipiche. Il numero previsto tra agosto e dicembre 2014 è stato di 16.849 casi. Il numero effettivo risultò essere di 18.690 casi.

David Fink, dottorando alla Columbia e autore principale dello studio, ha spiegato che c’è stato un improvviso picco di suicidi dopo la morte di Williams. L’aumento maggiore si è avuto negli uomini e nelle persone di età compresa tra i 30 e i 44 anni e il suicidio per soffocamento è aumentato di circa il 30% durante quel periodo di tempo (William, come raccontato da molti media, si è impiccato).

Secondo il ricercatore, “qualcuno potrebbe pensare al suicidio e, una volta che vede qualcun altro farlo, diventa fattibile anche per lui…“.

Gli autori dello studio hanno osservato che non potevano collegare direttamente la morte di Robin Williams all’aumento dei suicidi; tuttavia, i dati hanno mostrato che i tassi di suicidio spesso salgono a seguito di suicidi di alto profilo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta lavorando attivamente per fermare i cosidetti “suicidi da imitazione”, dando luogo campagne di sensibilizzazione.