Questo poliziotto robot potrebbe salvare molte vite, ecco perché

Si chiama GoBetween ed è stato inventato da un ingegnere meccanico statunitense.

GoBetween

Un uomo della California (Stati Uniti d’America) ha costruito un robot con lo scopo di diminuire i pericoli quando un’auto della polizia ferma un veicolo. Sì, perché negli USA tali incontri ravvicinati hanno talvolta portato a scontri anche con vittime.

Il robot si chiama GoBetween ed è collegato a un’asta che si estende dall’auto della Polizia fino allo sportello dell’automobilista, consentendo così all’agente di comunicare con il fermato senza lasciare i rispettivi mezzi. Il robot può persino emettere un biglietto, ad esempio una multa.

Mi sono stancato di sentire notizie di automobilisti e poliziotti sparati o investiti nelle soste, di solito in quelle che sembravano situazioni prevenibili“, ha affermato alla stampa locale Reuben Brewer, un ingegnere meccanico che lavora in’organizzazione di ricerca denza scopo di lucro a Menlo Park, la SRI International: “Sarei assolutamente entusiasta – ha aggiunto – se questo robot potesse salvare anche una sola vita… Nessuno dovrebbe morire durante un fermo in mezzo al traffico“.

Secondo gli esperti, negli USA ogni anno sono davvero tanti i morti e i feriti negli episodi dei fermi della polizia sia per colpa di incidenti stradali (gli agenti corrono il rischio di essere aggrediti dagli automobilisti o di essere investiti dalle auto che passano) che di sparatorie (la cronaca ha spesso raccontato di automobilisti neri uccisi da poliziotti bianchi, scatenando di conseguenza tensioni sociali).

GoBetween ha tutti gli strumenti necessari per condurre i fermi in strada, tra cui un tablet, una webcam, un signature pad (tavoletta per l’acquisizione della firma) e una piccola stampante.

Un video pubblicato dalla SRI International mostra come funziona il prototipo del robot: una volta che il veicolo si è fermato, GoBetween si avvicina al finestrino e diventa lo sguardo, le orecchie e gli occhi del poliziotto. Al contempo, davanti alle ruote posteriori dell’auto viene posizionato un blocco per impedire che l’auto si allontani fino al completamento del fermo.

Il robot è puramente difensivo, quindi non può ferire l’automobilista“, ha sottolineato l’inventore del robot disarmato.

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