Quindici euro per due cappuccini e due brioches: scontrino shock a Firenze

Disavventura per una coppia di fidanzati in un bar non troppo distante dalla stazione del capoluogo toscano

colazione
Pixnio

Se si vuole attrarre il turismo non devi fare il furbo. La regola numero uno è non fregare il turista. Non alzare i prezzi in maniera indiscriminata. La cattiva pubblicità stronca e si rischia di essere marchiati per sempre. Se si va per fregare, si può rimanere fregati. Considerazioni ignorate da chi ha battuto lo scontrino choc a Firenze.

Questi sono tutti consigli che le principali piattaforme dedicate ai viaggi offrono a chi lavora nel settore del turismo. Piccoli suggerimenti non sempre recepiti. E puntualmente arriva la notizia che rischia di mettere una pietra tombale su un’attività.

A destare scalpore è il prezzo per due cappuccini e due brioches. Quindici euro. Ed è subito polemica. «Quindici euro per due cappuccini e due brioches. Capisco tutto, ma nemmeno in piazza Duomo a Milano si spende così tanto», afferma un giovane milanese, appassionato di cicloturismo e di passaggio nel capoluogo toscano insieme alla sua fidanzata.

Stazione Firenze

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Lo scorso sabato la coppia ha preso un treno da Milano e, con bici al seguito, è giunta a Firenze. Giusto il tempo di scendere dal vagone e di uscire dal terminal della stazione e i due fidanzati decidono di fermarsi a fare colazione in un bar non troppo distante: «Siamo entrati per ordinare, ma il personale ci ha detto che ci avrebbe portato tutto al tavolo».

Sin qui nulla di particolarmente strano, ma la mazzata è dietro l’angolo. Anzi, in uno scontrino choc a Firenze. Arriva la colazione e con essa l’indicazione del totale: quindici euro per due cappuccini e due brioches. Vuoti, peraltro. Lo sguardo attonito della coppia non ha scomposto i gestori del locale. Ai due malcapitati non è rimasto altro da fare se non pagare il conto per una colazione difficile da digerire.

«È stato talmente tutto così veloce che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di capire se i prezzi fossero esposti al banco e riportati sul menu al tavolo. E quando siamo andati a pagare non ci hanno fatto nemmeno lo scontrino fiscale».

Come dire, oltre il danno anche la beffa. «Abbiamo pagato, siamo andati via. Siamo rimasti un po’ delusi, ma lì per lì non abbiamo nemmeno avuto la forza di rispondere o chiedere spiegazioni». La prossima volta non torneranno, questo è poco ma sicuro.

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