Rai cancella le ultime tre puntate di Che fuori che tempo che fa di Fabio Fazio

Lo ha annunciato il conduttore Fabio Fazio. La nota di viale Mazzini sulle motivazioni.

Fabio Fazio
Fabio Fazio

Che fuori che tempo fa, la trasmissione condotta da Fabio Fazio il lunedì sera su Raiuno, chiuderà anticipatamente.

Lo ha comunicato lo stesso conduttore ligure ieri sera – domenica 12 maggio – aprendo l’appuntamento settimanale: “Prima di iniziare solo un avviso al nostro pubblico, per tutti coloro che ci seguono al lunedì con ‘Che fuori tempo che fa’, vorrei ricordavi che domani sarà la nostra ultima puntata di ‘Che fuori tempo che fa’ del lunedì. Ci è stato comunicato che le ultime tre previste non andranno in onda e quindi per tutti gli appassionati di Maurizio Crozza, del Mago Forest, di Raul Cremona, di tutti noi e di Max Pezzali vi aspetto domani sera e grazie per essere stati con noi quest’anno: più del 13% e un milione e mezzo di telespettatori di media. Grazie molte“.

Alla luce delle critiche degli ultimi tempi di Matteo Salvini indirizzate a Fabio Fazio, c’è chi ritiene che tale chiusura possa essere il frutto di pressioni politiche ma la direzione di Raiuno, in un comunicato, ha sottolineato che non c’è stato alcun taglio ma “normali forme di cambiamento” in relazione al perioro pre-elettorale (domenica 26 maggio si vota per il rinnovo del Parlamento europeo).

Infatti, a prendere il posto di Che Fuori Che Tempo che Fa sarà Porta a Porta, il programma condotto da Bruno Vespa.

Il 20 maggio – recita la nota di viale Mazzini – per poter articolare il calendario della comunicazione elettorale prima della consultazione, concordemente con la Commissione di Vigilanza. Il 27 maggio, a seguire le elezioni, perché come di consueto sarà Porta a Porta a commentare i risultati con uno Speciale, secondo tradizione. E per la settimana successiva, perché (anche a seguito di verifiche con la struttura) è stata considerata l’opportunità di non riprendere per una sola puntata dopo una lunga interruzione, riducendo così ai minimi costi elevati e spese inutili e recuperando anche sulle spese generate dal fermo. Il che rientra nelle normali forme di cambiamento anche radicale dei palinsesti, dovuto ai periodi elettorali“.

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