Ramazzotti contro il Coronavirus, l’amaro diventa igienizzante per le mani

L’iniziativa della famosa azienda lombarda.

Ramazzotti igienizzante mani
Ramazzotti igienizzante mani

Dopo Ferrari, Calzedonia e Armani, anche Ramazzotti contro il Coronavirus. La produzione italiana ha subito una battuta d’arresto in molti settori, ma non tutti si sono fermati: hanno solo diversificato il prodotto per fare la propria parte.

Mancano camici, mascherine e igienizzanti per le mani? Case di moda, automobilistiche e non solo scendono in campo fattivamente per colmare la mancanza dovuta a un’emergenza che ha colto tutti impreparati.

Ramazzotti igienizzante mani contro il Coronavirus
Ramazzotti riconverte i propri stabilimenti

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«Milano che rinasce ogni mattina, che pulsa come un cuore; positiva, ottimista, efficiente. La città dell’amaro Ramazzotti, che è nato qui, 170 anni fa»: diceva una famosa pubblicità televisiva del 1985. E adesso è più attuale che mai.

Creato 200 anni fa grazie al genio di Ausano Ramazzotti, farmacista bolognese che ha scelto Milano come città d’adozione, l’amaro ha rapprensentato il «primo aperitivo senza vino». Una certezza ormai, e non solo in Lombardia (una delle regioni più colpite dal Covid-19).

Mai avrebbe pensato di cambiare la propria formula. «Squadra che vince non si cambia», direbbe qualcuno. Ma Ramazzotti contro il Coronavirus per vincere ha scelto di cambiare. Cambia la produzione per dare a chi è in prima linea tutti i giorni le armi necessarie per sconfiggere un nemico tanto invisibile quanto spietato.

gel disinfettante mani

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«In questi giorni ci siamo chiesti come dare una mano, ed ecco la nostra risposta: abbiamo imbottigliato dell’igienizzante mani nella nostra distilleria di Canelli (Asti) e lo doneremo alla Croce Rossa Italiana, alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e alla Municipale di Canelli. Con la speranza di tornare presto a dire ‘Bella La Vita’»: ha fatto sapere con una nota.

La distilleria ha riconvertito, per far fronte alla pandemia da Coronavirus, i propri macchinari produttivi. E non si fermerà qui. Lo stesso destino avranno in poco tempo anche gli stabilimenti di Absolut Vodka in Svezia, e in quelli di whisky negli Stati Uniti.

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