Ravenna, sequestrato albero di Natale hard

Laddove finisce il buongusto, arrivano le multe. L’ha scoperto a sue spese un artista ravennate che a pochi giorni da Natale si è visto sequestrare gli addobbi ‘artistici’ dell’albero che aveva esposto nella vetrina della sua bottega in via Oriani.

Addobbi ‘artistici’ per Francesco Montelli, decisamente ‘hard’ per i cittadini che si sono rivolti alle forze dell’Ordine. L’arte è soggettiva dirà qualcuno, ma la forma di fallo delle decorazioni era decisamente chiara e l’artista ha pagato a caro prezzo questo non lasciare il minimo spazio alla fantasia.
Sì, perché il sequestro di sabato scorso è stato soltanto l’ultimo atto di un Natale pieno di tribolazioni per il signor Montelli.

L’artista, infatti, si è visto dapprima recapitare delle multe di 206.00 € per la violazione dell’articolo 725 del codice penale che punisce il commercio in luogo aperto al pubblico, di oggetti contrari alla pubblica decenza. Se l’opera d’arte hot si fosse trovata in un angolo nascosto della città, come accade per i sex shop, quasi sicuramente non avrebbe avuto problemi e ammende da pagare.

Ma l’arte, si sa, è soprattutto provocazione e l’albero con i 41 falli di circa 20 centimetri ricoperti di materiali vari e il puntale a forma (ovviamente) di fallo e ricoperto di swarovski sono rimasti in vetrina a dispetto di lamentele, attimi di tensione e multe.

Fino a sabato, quando gli addobbi sono stati sottoposti a sequestro amministrativo cautelare dalla Polizia Municipale e sostituiti con le multe non pagate. Potrà riaverli dopo aver pagato le ammende.

E a Ravenna c’è chi già scommette sulla prossima boutade di Montelli che periodicamente balza agli onori della cronaca locale per le sue opere hot che gli portano spesso sia richiami che multe.

Neanche un mese fa, a ‘Ravenna Today’ aveva anticipato: “Entro giugno lancerò un videogioco a tema ‘peni’, lo sto realizzando ora insieme ad alcuni programmatori. Altre opere d’arte falliche per le feste? Chissà, magari per Carnevale ne realizzerò una a tema maschere: quella Arlecchino c’è già!“.