Realizzazione impianto elettrico: che spesa deve essere prevista?

Quanto costa realizzare un impianto elettrico? Sono molto numerose le persone che si pongono questo quesito, cerchiamo dunque di rispondere in maniera esauriente.

Come si può ben immaginare, non esiste un costo univoco che può essere indicato per quel che riguarda la realizzazione di un impianto elettrico: non solo, ovviamente, ogni ditta e ogni professionista stabilisce a piacimento quali prezzi praticare, ma vi sono tante variabili che influiscono sul costo finale dell’intervento.

In primis, il costo di un impianto elettrico dipende dalle dimensioni dell’immobile, ma non solo: anche diversi aspetti “qualitativi” hanno, da questo punto di vista, una rilevanza tutt’altro che secondaria.

Cosa grava sul prezzo complessivo della realizzazione

Chiarito questo, poniamoci una domanda molto importante: quali sono le spese che, sommate tra loro, danno vita al prezzo complessivo della realizzazione dell’impianto.

Anzitutto deve essere previsto un costo di progettazione: questa fase assume una grandissima rilevanza e richiede una buona dose di lavoro, oltre che di competenza tecnica specifica.

Il costo dell’impianto dipende anche da quanti punti luce vengono previsti.

I punti luce sono sostanzialmente i punti dell’immobile da cui viene erogata energia elettrica: non solo prese elettriche, dunque, ma anche interruttori opportunamente corredati da elementi complementari quali quelli disponibili nell’e-commerce www.emmebistore.com.

Un ulteriore fattore che influisce sul prezzo complessivo del servizio di realizzazione è quello relativo al quadro elettrico, senza trascurare eventuali opere murarie, come possono essere quelle necessarie per l’apertura di una traccia elettrica.

Dal momento che, come si diceva in precedenza, il costo di un impianto elettrico è correlato anche alla sua grandezza, nel parlare di costi è senz’altro utile specificarli per metro quadro, in modo che ognuno possa farsi un’idea rapportandola alla grandezza degli ambienti interni che devono essere coperti.

La normativa CEI 64-8 e i 3 livelli previsti

Allo stesso tempo, tuttavia, il prezzo dell’impianto elettrico è legato anche ad aspetti qualitativi, dunque alle sue caratteristiche tecniche, e da questo punto di vista è molto utile menzionare la normativa CEI 64-8, punto di riferimento per quel che riguarda gli impianti elettrici.

Questa norma suddivide gli impianti elettrici in 3 differenti tipologie, ovvero Livello 1, Livello 2 e Livello 3: scopriamoli nel dettaglio.

Il Livello 1 è quello basico, ad esso corrispondono quindi degli impianti minimali sia per punti luce che per circuiti.

Il Livello 2, noto anche come livello Standard, corrisponde a impianti che hanno un numero di punti luce maggiore, nonché una serie di sistemi ausiliari, come impianti antifurto e videocitofoni.

Il Livello 3, infine, è quello che riguarda impianti con un elevato numero di punti luce e, soprattutto, di tipo domotico, dunque impianti tecnologicamente avanzati gestibili in modo centralizzato; affinché un impianto rientri in tale categoria deve vantare almeno 4 diverse funzioni domotiche, come può ad esempio essere quella relativa al controllo delle temperature.

Prezzi medi indicativi per metro quadro

Qual è, quindi, il costo di un metro quadro di impianto elettrico per quel che riguarda le diverse tipologie di cui si fa menzione?

Premesso che, ovviamente, si tratta di costi medi, secondo un noto portale del settore il prezzo di un impianto di Livello 1 è stimabile in circa 25 euro, per il Livello 2 un buon costo medio può essere di circa 35 euro mentre per il terzo livello un prezzo non distante da 60 euro.

Queste indicazioni possono dunque essere preziose per valutare la congruità di un preventivo con quanto viene richiesto: è legittimo desiderare di risparmiare, ma i prezzi eccessivamente allettanti possono assolutamente celare dei vizi non trascurabili.