Recovery Fund: cos’è e come funziona? (VIDEO)

Ieri, 23 aprile 2020, il Consiglio europeo ha dato il via libera. Ma ci sono ancora dei dettagli da definire.

Il Recovery Fund è un nuovo fondo da istituire a livello comunitario, gestito dalla Commissione europea o, in alternativa, dalla Banca europea per gli investimenti (Bei). Sarebbe in grado di racimolare sul mercato 1000/1500 miliardi di euro con l’emissione di obbligazioni, i cosiddetti Recovery bond (o Ursula bond, dal nome del presidente della Commissione europea).

Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen

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I bond sarebbero garantiti dal bilancio europeo 2021-2027, che verrebbe incrementato da contributi diretti da parte degli Stati membri dell’Unione. Le somme sarebbero poi suddivise alle singole nazioni, in base al grado di difficoltà che affrontano. Italia e Spagna, quindi, più colpite dall’emergenza sanitaria, dovrebbero ricevere più aiuti.

Dopo i non pochi attriti causati dal MES, il Recovery fund dovrebbe rappresentare un compromesso tra la posizione di chi è favorevole a una mutualizzazione dei debiti a livello europeo (Italia e Spagna in primis, ma anche Francia) e chi è fortemente contrario alla condivisione dei rischi (Germania, Olanda e i paesi baltici).

Non tutto è risolto, però. Bisogna ancora stabilire se tali aiuti saranno a fondo perduto o sono ‘solo’ dei prestiti che andranno restituiti. Nelle prossime settimane sarà questo l’argomento di discussione a livello europeo.

«Grandi progressi, impensabili fino a poche settimane fa, all’esito del Consiglio Europeo appena terminato. La Commissione lavorerà in questi giorni per presentare già il prossimo 6 maggio un Recovery Fund che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico»: ha dichiarato ieri il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

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«Un fondo per la ripresa con titoli comuni europei, che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti tra cui l’Italia, ma non solo l’Italia. È importante perché è passato anche il principio che è uno strumento urgente e necessario. L’Italia è stata in prima fila a chiederlo»: ha aggiunto.

«Non parliamo di miliardi, parliamo di migliaia di miliardi»: ha detto, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, durante la conferenza stampa a margine del Consiglio europeo che ha visto finalmente un momento di intesa fra gli Stati membri.

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