Reddito di cittadinanza: la data del pagamento di gennaio 2020 e altro da sapere

Ci sono novità e scadenze importanti sul reddito di cittadinanza.

Il 27 del mese è da sempre in Italia una data simbolo per lo stipendio. O meglio, lo era in molti casi, visto che questo numero magico riguarda i lavoratori dipendenti o quelli che lavorano per lo Stato. Molto meno chi si occupa di attività privata o ha Partita Iva.

E i disoccupati e gli indigenti. Anche per loro da un po’ di tempo il 27 del mese è diventato un giorno importante. Da quando è arrivato il reddito di cittadinanza è quello il giorno in cui si può ritirare quanto spetta.

Ma, vista a distanza di mesi, l’operazione sta funzionando? «La povertà purtroppo non è abolita ma la misura sta dando ottimi risultati e ossigeno a milioni di italiani sfortunati». Così il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. «In questo momento – ha aggiunto – il reddito è distribuito tra poco più di un milione di nuclei familiari. Se a questi si aggiungono quelli previsti dalla relazione tecnica della legge, a regime raggiungeremo tre dei cinque milioni di persone considerate povere dall’Istat: il sessanta per cento».

LA DATA DEL PAGAMENTO DI GENNAIO DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Intanto, chi ha fatto richiesta a dicembre, non ritirerà nulla il 27 di questo mese (la data di ricarica per tutti i beneficiari), a meno che non arrivi tra le mani la card di poste italiane, che però dovrebbe essere spedita alle famiglie che ne hanno fatto richiesta entro il 15 gennaio.

Altra cosa molto importante: per continuare a percepire il reddito di cittadinanza, sarà necessario richiedere un nuovo Isee aggiornato con redditi e patrimoni relativi al 2019. Il nuovo Isee va presentato entro il 31 gennaio, altrimenti il rischio è la sospensione dell’erogazione.

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I FURBETTI

Intanto, sono quotidiane le identificazioni di piccoli imbroglioncelli che prendono il reddito di cittadinanza e lavorano in nero. Poi c’è anche il caso estremo: a Piove di Sacco, in provincia di Padova, dove un immigrato marocchino ha devastato l’ufficio postale dopo non avere trovato l’accredito sulla sua card.

LE NOVITÀ

Molti polemizzano che spesso il reddito di cittadinanza non tiene conto del costo reale della vita. Il presidente dell’Inps controbatte: «Per tenere conto del costo della vita bisognerebbe calcolare la variazione del costo degli immobili e dei servizi, non solo tra Nord e Sud, ma perfino tra quartieri della stessa città. E poi se è vero che al Sud si vive meglio con meno, si può sostenere che ciò avvenga a parità di servizi pubblici? Stiamo parlando di un reddito minimo, una misura di equità, non dipende dalla produttività».

Da oggi, infine, proprio per chi percepisce il reddito di cittadinanza, ci sono grandi novità. I beneficiati, su richiesta dei comuni di residenza, potranno essere chiamati per fare lavori di pubblica utilità. Giardiniere, spazzino e chissà che altro. Le richieste non potranno superare 8 ore settimanali.

Sarà la svolta?

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