Reddito di Cittadinanza: una brutta notizia potrebbe arrivare a settembre 2020

A meno che il Governo non dovesse fare un nuova finanziaria.

La data è ancora lontana ma, come si suol dire: chiamalo che viene. A settembre 2020 il reddito di cittadinanza rischia di concludere il suo corso. Sì, avete capito bene. Tutti i cittadini che nel marzo 2019 hanno presentato domanda per il reddito di cittadinanza perderanno il beneficio perché saranno passati i 18 mesi previsti. E accade anche per coloro a cui non è cambiata la vita economica. Conviene, quindi, trovarsi un lavoro il prima possibile.

A meno che il governo non faccia una nuova finanziaria, questo sarà il destino di tante famiglie italiane che hanno usufruito di un ammortizzatore sociale che ha diviso la politica ma non sembra avere dato risultati pratici sia sulla riduzione della disoccupazione, sia sulla riduzione della povertà.

Intanto, un’autorità importante è intervenuta sul tema, giudicando il reddito di cittadinanza una «misura importante, fondamentale e che ha colmato una lacuna, parzialmente coperta in precedenza dal reddito di inserimento. Ma il Reddito di Cittadinanza è mal disegnato. Tratta male le famiglie che sono maggiormente a rischio povertà, ovvero quelle numerose, che sono trattate male rispetto ai single. E poi ci sono intere categorie escluse». Così Tito Boeri, ex presidente di Inps.

«Abbiamo fatto un censimento dei senza casa a Milano e nessuno è in grado di ricevere il Rdc – ha aggiunto Boeri – Vengono esclusi anche molti immigrati che non soddisfano i requisiti minimi di residenza. Non copre molte delle persone che sono povere».

Boeri poi ha giudicato la misura «inefficace perché non c’è incentivo finanziario a trovare lavoro. I navigator fanno ben poco, non hanno neanche accesso alle banche dati».

In senso negativo, è arrivata anche la notizia del ragazzo che a 14 anni non andava a scuola, ma gestiva la sala giochi con ammesso bar e vendita di bevande alcoliche allestita dal padre in un immobile di proprietà del Comune di Catania.

Il genitore, 50 anni, agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, controllava con uno smartphone il figlio. Nel locale, inoltre, sono stati scovati 12enni che giocavano a carambola mentre il 14 teneva i soldi delle scommesse.

Il caso è emerso durante controlli nel rione Librino del capoluogo etneo, eseguiti dagli agenti del locale commissariato di polizia.

L’uomo, che percepiva illegalmente il reddito di cittadinanza e aveva un lavoratore in ‘nero’ pagato 10 euro al giorno, è stato denunciato in stato di libertà per sfruttamento del lavoro minorile e dello stato di bisogno dei lavoratori.

Ma dovrà rispondere anche di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, occupazione abusiva di edifici pubblici, gioco d’azzardo, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse. Il locale è stato sequestrato.