Renzo Arbore e la TV di oggi: “Ci vogliono trasmissioni più pulite”

Cosa pensa Renzo Arbero dei programmi televisivi di oggi.

Sono giorni belli e ricchi di impegni per Renzo Arbore. In tv lo possiamo trovare in seconda serata con L’arte do sole, in sostanza una storia dell’Orchestra italiana fatta di canzoni e aneddoti.

Intanto, sta preparando il suo nuovo tour, un programma televisivo dedicato al Festival di Sanremo e ballonzola in lui l’idea di un museo dedicato alla sua intera carriera. E il 2020 sarà anche l’anno della sua prima vera biografia, scritta dal giornalista Vassily Sortino e intitolata Renzo Arbore e la rivoluzione gentile, in uscita ad aprile.

Interrogato dal settimanale Famiglia Cristiana su quale sia la ricetta per il futuro della tv, Arbore afferma: «Si deve tornare al passato, a trasmissioni più pulite, che non mettono in mostra rabbia, volgarità e risse. Di recente ho fatto una trasmissione dedicata al mio amico e compagno di lavoro Gianni Boncompagni. Con lui abbiamo ideato programmi come Alto gradimento, che volevano essere solo divertenti. Negli anni Settanta non si rideva più, tutto doveva essere ‘impegnato’ e politicizzato. Come adesso: abbiamo bisogno di ritrovare il sorriso in modo elegante e più pulito».

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E ancora: «Condimento e cottura della pasta sono cose da considerare ìseriament. Finalmente anche all’estero hanno capito che la pasta al dente non è solo un pallino di noi italiani. Per ogni formato, poi, c’è il sugo adatto. E anche questo non è più un segreto fuori dai confini. Le mie scelte? Vermicelli per vongole e cozze, ma da noi in Puglia i frutti di mare si mangiano anche con i tubetti o i tubettini. I fusilli mi piacciono alla puttanesca, con capperi, pomodorini e peperoncino. Gli avanzi dei vari formati li uso per preparare pasta e fagioli, mentre coi ceci uso la pasta spezzata. Quanto all’amatriciana, oscillo tra i classici bucatini e i rigatoni. Amo le cose semplici e alla fine adoro gli spaghetti aglio e olio. Ma che sia olio extravergine pugliese».

Arbore è stato il testimonial della giornata mondiale della pasta dello scorso ottobre nella mecca di spaghetti e rigatoni: Gragnano, borgo di pastai che si affaccia sul golfo di Napoli. «Qui tutto aiuta a creare i prodotti migliori – racconta -: l’acqua, l’aria, la dedizione della gente. Ma poi ci vuole il grano giusto: e quello arriva anche dal Tavoliere delle Puglie. Come vedete, c’è un legame indissolubile tra la mia terra di nascita e quella di adozione, in nome di uno dei più importanti alimenti made in Italy. Poi, certo, il grano che serve alle grandi produzioni arriva anche dal Canada o dall’Australia, ma questo è un altro discorso».

Arbore napoletano di adozione. «Con questa città ho un rapporto profondo – ha spiegato -. Mi sono laureato a Napoli in Giurisprudenza, all’Università degli Studi Federico II. Prima degli esami dicevo una preghiera nel convento di Santa Chiara. Era il mio luogo spirituale. Solo molto più tardi ho scoperto che questa santa era stata scelta come patrona della televisione».

Questa e altre storie di Renzo Arbore sono raccontate in Renzo Arbore e la rivoluzione Gentile, biografia, ma anche studio scientifico che dimostra come Arbore ha cambiato il modo di fare radio e tv, ma anche di ascoltare la musica in Italia. Il testo, scritto da Vassily Sortino, uscirà ad aprile, ma è già possibile acquistarlo in anteprima su Amazon a questo indirizzo o su Libreria universitaria.

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