Richard Gere e gli immigrati: “Aiutiamo l’Italia”

Da oggi l’Italia ha un sostenitore in più per quanto riguarda le politiche di accoglienza. Si tratta di Richard Gere.

No, non si tratta di una nuova pellicola sull’argomento. L’attore hollywoodiano, in questi giorni a Roma per la presentazione del suo nuovo film in uscita a fine mese (“L’incredibile vita di Norman”), è intervenuto sulla questione immigrazione.

L’Italia ha dimostrato generosità nell’accoglierli (si riferisce agli immigrati, ndr), ma è un onere che non può essere solo sulle spalle degli italiani. È un compito che devono svolgere anche il resto d’Europa e gli Usa”.

La cosa più grave – ha continuato – sarebbe cedere per paura degli afflussi, dei nazionalismi. Finora, in Europa, solo la Germania con Angela Merkel, seppur tra tante critiche, ha accettato milioni di rifugiati. Lei non si è fatta fermare e ha fatto bene”.

Tuttavia, più che una captatio benevolentiae per mandare gli Italiani al cinema a vedere il suo film, la dichiarazione dell’ex “ufficiale e gentiluomo” ha rivelato presto la sfumatura strettamente politica, degna della migliore campagna elettorale.

La questione immigrazione è stata, infatti, un impareggiabile assist per criticare il Presidente Trump.

Il mondo in cui viviamo è basato sui compromessi, sul cercare il modo di ottenere quello che vogliamo dagli altri e abbiamo un Presidente degli Stati Uniti totalmente motivato dai compromessi, che non è mosso da alcun senso morale. È lo specchio della nostra società. In questo senso, può essere positivo per motivarci ad essere differenti, a cambiare”.