Riki e il post omofobo sui social: i fan insorgono e lui si scusa

Non hanno avuto nessuna pietà i follower del cantante che ha partecipato a Sanremo 2020 e lui reagisce così.

Il post in questione, pubblicato da Riki, era su Instagram. «Sei una checca frustrata»: è stata la frase che i follower non hanno gradito per nulla. Il cantante, che si è classificato ultimo al Festival di Sanremo 2020, non ha fatto i conti però con le reazioni dei fan. Nessuna pietà per il pensiero espresso pubblicamente, la condanna è stata totale.

Riki e il post omofobo su Instagram
Riki e il post omofobo su Instagram

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Il post nasce da un commento alla canzone Lo sappiamo entrambi, con cui si è presentato sul palco dell’Ariston. Le critiche sono arrivate da Davide Maisano, “il Prof. di latino” di All together now. Su Instagram, infatti – commentando il testo – ha detto: «Abbiamo smarrito i soggetti e abbiamo capito meno del monologo della Leotta. Quindi tracciamo tutto con penna rossa, suggerendo ‘Trova pace, con la sintassi e con la vita’».

La risposta di Riki arriva presto: «Hai preso una frase meravigliosa che se fosse stata scritta da un personaggio più brutto e quotato dalla stampa sarebbe considerato un poeta. Il soggetto c’è, la sintassi è giusta. Se c’è una cosa che conosco è la grammatica italiana».

E poi continua: «Sai cosa? Sono bello e intelligente. Andate in crisi voi brutti e ‘intellettuali’. Tu sei pure checca e le checche per definizione sono frustrati. Si vede dal tuo sguardo in quella foto».
I fan, però, non hanno gradito il modo in cui il cantante ha deciso di rispondere al commento ricevuto.

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Il post sarebbe stato rimosso, ma gli screenshot hanno fatto il giro del web: «Sarai pure bello, ma signori si nasce. E tu hai dimostrato di non esserlo», scrive uno dei follower. Le scuse di Riki arrivano con una lunga story sempre su Instagram: «Viviamo nel paese delle contraddizioni. […] Ho passato dei periodi recenti in cui l’insulto più utilizzato era ‘bimbominchia’ e ‘finocchio’».

E poi: «Ho fatto design allo IED di Milano, tantissimi compagni erano omosessuali. Ho aperto tre start up e in una di queste uno dei miei soci è gay. Ho lavorato e lavoro tuttora con colleghi omosessuali. Nessuno mi ha mai pensato omofobo». Conclude dicendosi dispiaciuto: «Se qualcuno si è sentito offeso mi dispiace, io non sono omofobo, ma credo che intorno a questo argomento ci sia tanta ipocrisia».