Rimborsopoli M5S, Libero: “Di Maio ha bonificato solo dopo lo scandalo”

La sensazione è che lo scandalo Rimborsopoli del Movimento Cinque Stelle sia solo agli inizi.

Su Libero.it, innanzitutto, si fa riferimento agli oltre 1,5 milioni di euro che mancherebbero del totale che i parlamentari del M5S avevano promesso di restituire.

Sul sito tirendiconto.it – dove i pentastellati rendicontano ciò che restituiscono allo Stato – c’è lo screenshot dell’ultimo bonifico effettuato, relativo a Luigi Di Maio, il candidato premier del Movimento Cinque Stelle.

Ebbene, si tratta di un bonifico di 4.404,38€ datato 9 febbraio, ovvero dopo che è esploso lo scandalo rimborsopoli.

Si tratta della restituzione relativa allo stipendio di dicembre, avvenuta con un mese di ritardo e, come detto, a scandalo esploso. Dite voi: uno scandaluccio? Non proprio: perché Di Maio – toh che caso – si è ricordato di bonificare soltanto il 9 febbraio anche per le restituzioni di settembre, ottobre e novembre“, scrive Libero.

Di Maio, comunque, ha affermato che oggi si recherà al Ministero dell’Economia e della Finanza (MEF): “Noi chiediamo al Ministro dll’Economia di pubblicare tutti i dati di quanto restituito dal M5S”, sottolineando che “questa storia si trasformerà in un boomerang per gli altri partiti“.

Di Maio, però, ha deciso di non esprimersi sull’addio di David Borrelli, che ha lasciato il gruppo degli europarlamentari “obbligato da motivi di salute“. Nonostante la giustificazione, però, Borrelli ha scelto di passare al gruppo dei non iscritti.

Secondo Le Iene, qualcosa non tornerebbe sui conti dei versamenti che il gruppo dei grillini europei ha dichiarato di avere versato per la microimprenditorialità del MISE, ovvero 606mila euro.

Ci sarebbe, anche in questo caso, un buco. La redazione starebbe cercando Borrelli per chiedergli spiegazioni ma lui, al momento, non è rintracciabile.