Ripetitori e cellulari causano tumori nei topi, lo dice uno studio italiano

I cellulari e le onde radio attraverso le quali si propagano i segnali possono essere cancerogeni. Lo ha ribadito uno studio tutto italiano condotto dall’lstituto Ramazzini di Bologna.

A questa conclusione vi era già arrivato uno studio americano del ‘National Toxicology Program’, ma i risultati della ricerca italiana sono più inquietanti perché l’intensità delle radiazioni a cui sono state sottoposte le cavie (topi) è decisamente inferiore rispetto a quella dello studio americano. A questo punto, dunque, non ci sono più dubbi.

Nei ratti dello studio italiano, infatti, sono state riscontrate la stessa tipologia di cancro rilevata nelle cavie usate dal ‘National Toxicology Program’: tumori rari delle cellule nervose del cuore, iperplasia delle cellule di Schwann sia nei ratti maschi che femmine e gliomi maligni (tumori del cervello) nei ratti femmine.

I nostri dati – ha dichiarato Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini – rafforzano la richiesta di adottare precauzioni di base a livello globale. Semplici misure sugli apparecchi, come un auricolare a molla incorporato nel telefono, oppure segnalazioni di pericolo sia nelle istruzioni che nella confezione di acquisto affinché l’apparecchio venga tenuto lontano dal corpo, e altre misure tecnologiche potrebbero costituire una prima misura urgente per correre ai ripari. Certo non immagino che si possa tornare indietro nella diffusione di questa tecnologia, ma sono sicura che si possa fare meglio”.