Rivolte nelle carceri italiani: 7 detenuti morti a Modena

Il bilancio e le reazioni dei sindacati della Polizia Penitenziaria.

Carcere di Modena

È drammatico il bilancio delle rivolte in molte carceri italiane. Come comunicato dal Sindacato della Polizia Penitenziaria Sappe è, infatti, salito a sette il numero dei detenuti morti nel carcere di Modena «ed è appena giunta la notizia che nel carcere di Melfi è in atto il sequestro da parte dei detenuti di 4 poliziotti e tre appartenenti all’area sanitaria, tra i quali uno psicologo. I detenuti hanno preso possesso del carcere lucano. Devastazioni anche nei penitenziari di Rieti e Velletri. Una rivolta in corso anche ad Alessandria».

E ancora: «salgono a 32 le carceri italiane nelle quali le frange più violenta dei detenuti, spalleggiati all’esterno da movimenti di solidarietà costituiti da loro familiari, hanno strumentalizzato l’emergenza coronavirus per devastare e inutilizzare interi Reparti detentivi e celle, sollecitando provvedimenti straordinari come l’amnistia», si legge nella nota del sindacato.

Donato Capece, segretario generale del Seppe, ha affermato: «Rinnovo l’appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinchè metta a disposizione del Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta pagando un grandissimo tributo in termini di impegno, stress, professionalità, abnegazione per rappresentare lo Stato nelle incendiarie carceri italiane, uomini e mezzi per fronteggiare questa grave e pericolosa emergenza. Questa violenza è frutto anche della scellerata vigilanza dinamica disposta dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che, con le celle aperte non meno di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai ristretti, ha consegnato le carceri ai detenuti. Da tempo ne avevamo chiesto la sospensione per l’impennata di eventi critici che aveva determinato aggressioni, risse, atti di autolesionismo, tentati suicidi. Alfonso Bonafede, Ministro della Giustizia, e Francesco Basentini, Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, devono essere avvicendati: questo è anche il frutto del loro fallimento».

Carcere di Modena

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Sulla stessa scia anche Armando Algozzino, componente dell’Ufficio Commissariale nazionale della Uil Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria: «In qualità di sindacalista e come uomo sono costernato per tutti gli eventi drammatici che, nelle ultime ore, sono accaduti nelle strutture carcerarie italian : fatti di inaudita gravità che non si sarebbero mai verificati se il Corpo della Polizia Penitenziaria avesse la giusta dotazione di organico in tutto il territorio nazionale».

Algozzino ha aggiunto che «da anni la UilPa Polizia Penitenziaria denuncia il sovraffollamento delle carceri , dove sono ospitate circa dodicimila unità in più rispetto alle reali capacità di contenimento delle strutture così come abbiamo lanciato, in svariate occasioni, l’allarme sul deficit di organico, anche in considerazione delle numerose unità andate in quiescenza negli ultimi anni : lo avevamo previsto, l’Amministrazione penitenziaria non sarebbe stata in grado di fare fronte ad alcuna criticità imprevista in simili condizioni».

Tuttavia, nonostante le reiterate proteste del sindacato, però, non si è mai registrato alcun incremento di personale in misura significativa a colmare le carenze in atto.

«La realtà igienico – sanitaria delle Istituti è pessima – ha aggiunto Algozzino – ed è veramente assurdo che, ad oggi,  gran parte di essi non abbia ricevuto la necessaria dotazione per affrontare e contrastare il virus, a partire da disinfettanti, mascherine e guanti».

Algozzino rivolge anche un pensiero ai detenuti morti e rimasti feriti durante le rivolte: a Modena, Foggia e Roma le situazioni più drammatiche tra scontri, ferimenti ed evasioni. «Spiace molto anche per loro – ha precisato Algozzino riferendosi ai ristretti e ai loro familiari – la vita umana deve essere sempre salvaguardata».

«L’universo carcerario è una grande comunità dove trovano spazio e impiego, oltre ai detenuti e alla Polizia Penitenziaria, anche varie professionalità quali medici, infermieri, educatori e assistenti sociali e pertanto, necessita di organizzazione e sicurezza ai massimi livelli: la riduzione di organico in un simile ambito è davvero incomprensibile oltre che estremamente pericolosa, come emerge con prepotenza in circostanze quali l’epidemia che stiamo sperimentando», ha aggiunto.

«La politica di tutti gli schieramenti e l’Amministrazione, negli ultimi anni, hanno fallito – ha accusato Algozzino – manifestando totale inadeguatezza a partire dalla sottovalutazione delle problematiche legate alla carenza di organico : era davvero necessaria un ‘emergenza sanitaria come il Coronavirus per acquisire consapevolezza di tutto ciò?».

«Attendiamo un segnale da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – ha concluso – e dalla Presidenza del Consiglio: le nostre denunce sono rimaste ascoltate, e l’ingrato ruolo di Cassandra non ci piace affatto, chiediamo assunzioni immediate e massima tutela per la Polizia Penitenziaria e per tutti gli operatori».

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