Roma, incidente al cimitero: donna cade in una fossa

È accaduto al cimitero Flaminio di Prima Porta. La donna è finita in ospedale.

Foto di Daniele Leone/Ag.Toiati Daniele Leone/Ag.Toiati

Al cimitero Flaminio di Prima Porta può capitare anche questo: ritrovarsi vivi dentro una fossa. No, non è lo script di un film horror, ma la disavventura realmente accaduto ad una donna di 67 anni.

La signora Claudia Montesi (questo il nome della sventurata) domenica scorsa si è recata nel cimitero capitolino con madre e figlia per fare visita ai cari estinti. Poco prima di arrivare alla tomba di famiglia, la donna è caduta dentro una grossa buca quadrata, probabilmente l’accesso a un canale di scolo con il chiusino divelto.

Ma le sventure per la malcapitata non sono finite lì. Di domenica non ci sono addetti e per uscire dalla buca è stato chiamato il 118. Ma una volta arrivati sul posto, i sanitari hanno avuto non poche difficoltà a trovare la signora: con i suoi 140 ettari di estensione il cimitero Flaminio è il più grande d’Italia, percorso da 37km di strade interne sulle quali si circola con automezzi e autobus.

Gli operatori dell’ambulanza – ha raccontato la donna al ‘Messaggero’ – mi hanno detto che quando sono entrati si sono recati al box informazioni dell’Ama ma non c’era nessuno che potesse indicargli dove si trova il lotto 301. Alla fine gli è dovuto andare incontro fino all’ingresso mio genero”.

La signora è stata ricoverata all’ospedale Sant’Andrea per una frattura scomposta di due malleoli e di parte del perone.

Ho già dato mandato a un avvocato – ha detto – al quale sto per inviare tutta la documentazione. Non si tratta solo di ottenere un risarcimento danni, che pure è dovuto, ma anche di accendere un faro sulle condizioni in cui versa il cimitero. Perché stavolta il fato è stato benevolo ma poteva benissimo scapparci una tragedia. È pazzesco, quella buca non era segnalata, se al posto mio ci fosse stato un bambino poteva morirci. La voragine è talmente profonda che non sono riuscita nemmeno a recuperare le scarpe che si sono sfilate mentre cadevo”.