Roma, rimosso il maxi manifesto antiabortista dell’Associazione ‘ProVita’

Aveva scosso l’opinione pubblica, indignato e fatto gridare allo scandalo. Stiamo parlando del manifesto contro l’aborto che l’Associazione ‘ProVita’ aveva fatto affiggere civico 58 di via Gregorio VII a Roma.

Un maxi-cartellone di sette metri per undici che ricopriva una intera facciata dell’edificio e che condannava l’aborto con maniere alquanti forti: accanto all’immagine di un feto di 11 settimane campeggiavano scritte come “tutti i tuoi organi erano formati’, “già ti succhiavi il pollice”, “il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento”.

È stato rimosso. Il manifesto, con il suo contenuto, era in contrasto con le prescrizioni previste dal Regolamento in materia di Pubbliche affissioni della Capitale, che vieta espressamente “esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali”.

Il maxi manifesto – aveva spiegato Toni Brandi, presidente di ‘ProVita’ – riporta l’attenzione sulla violenza e dramma di una condanna a morte prima di nascere”.

Offende la scelta delle donne di abortire – avevano, invece, dichiarato le consigliere – una scelta, sempre sofferta e dolorosa, garantita dalla legge 194 che a maggio compirà 40 anni. Si tratta di immagini che offendono la sensibilità anche di tutte le persone che hanno subito la fine di una gravidanza per i motivi più diversi. Difendere la vita con messaggi così crudi e violenti non appartiene alla storia delle donne, né della città”.