Romina Power non si arrende: l’appello per la figlia Ylenia

Romina Power continua a cercare Ylenia, la primogenita nata dal matrimonio con Al Bano.

È uno dei più grani misteri che accompagna da 25 anni la cronaca di questo paese. Dove è finita Ylenia Carrisi. Non si sa da quel maledetto primo giorno di gennaio 1994 in cui la ragazza, dopo avere contattato la famiglia, è letteralmente sparita in Louisiana.

Rapita? Uccisa? Coinvolta in un giro più grande di lei. Entrambi i genitori hanno prlato con chiunque pur di ritrovarla. Investigatori, personaggi non troppo raccomandabili, medium, musicisti e sciacalli. Ma niente.

Probabilmente la fine di Ylenia è anche la causa della fine di un matrimonio tra due artisti, che apparivano inossidabili e che davanti al rapimento della figlia hanno ragionato in modo diverso: freddo e razionale lui, Al Bano, sentimentale e senza mai perdere le speranze lei, Romina.

E a proposito di Romina, ci risiamo.

Nonostante i tanti anni trascorsi, Romina Power non si rassegna e continua a cercare la sua Ylenia, la primogenita nata dal matrimonio con Albano Carrisi e misteriosamente scomparsa oltre vent’anni fa dalla città di New Orleans, dove viveva con il musicista Alexander Masakela.

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Romina Power
Romina Power

«Novembre è il mese in cui è nata Ylenia. È scomparsa negli Stati Uniti nel gennaio del 1994. Aveva 23 anni. Non ho mai perso la speranza di riabbracciarla di nuovo. So che da allora deve essere cambiata, ma se qualcuno riconosce una donna che assomiglia a questa ragazza, per favore mi contatti», ha scritto su Instagram l’artista americana. Parole, le sue, che commuovono e raccontano la disperazione di una mamma che non si arrende e va avanti.

Tante le ipotesi, senza riscontro, che, nel corso degli anni, sono state fatte sulla giovane: dal presunto suicidio nelle acque del Mississipi al probabile ritiro in un convento in Arizona. Ma nessuna verità. La scomparsa di Ylenia, di cui nel 2014 su istanza del padre il tribunale di Brindisi ha dichiarato la presunta morte, è ancora avvolta nel più fitto mistero. Un silenzio lungo 25 anni che però non ha mai scoraggiato mamma Romina: per lei Ylenia è ancora viva.

Del caso non si parlava dall’autunno del 2011, quando la trasmissione Chi l’ha visto? ha rivelato per la prima volta la testimonianza di una ragazza di New Orleans che per anni fu vittima di violenze psicofisiche da parte di Masakela, che la tenne rinchiusa e lontana dalla famiglia.

Riguardo all’esperienza disse che non era in grado di intendere e di volere, che era come stregata, sotto l’effetto di un incantesimo, che sapeva di stare facendo del male alla propria famiglia, ma nonostante ciò non riusciva ad allontanarsi da lui. Alla domanda dell’inviato: “Ti drogava?”, la donna, di nome Sharon, rispose: “Non lo so, è probabile. Lui mi passava sempre da bere, nei bicchieri, nelle bottiglie…” e riguardo a Ylenia ha detto: “Non so niente della ragazza italiana, tranne quello che ho letto sui giornali, ma crederei che sia rimasta vittima di lui anche solo per il fatto di aver semplicemente parlato con lui!“.

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Questa testimonianza arrivava di seguito a quella di un uomo, anch’egli musicista, che ha conosciuto di vista Masakela e che lo descrisse ripetutamente come “un violento e un vigliacco, uno che tratta malissimo le donne. Le usa, le violenta, le attira con i suoi discorsi, offre loro da bere e mette droga nei loro bicchieri, poi una volta stordite le violenta. A una ha fatto del male per anni, le spegneva anche le sigarette addosso“.

L’avvocato che nel 1994 difese Masakela negli stessi servizi del programma, riguardo alle frequenti e numerosissime scomparse di giovani donne avvenute in città, in particolare a quella di Ylenia, affermò: “La polizia di New Orleans non era in grado, come non lo è tuttora, di occuparsi della situazione. Se se ne fosse occupata l’FBI, le cose sarebbero andate in modo diverso“.

Albert Cordova è morto nel 2006. Masakela invece, come appurato da Chi l’ha visto? nel 2013, è vivo e facilmente rintracciabile telefonicamente. Usa dal 2009 dei documenti falsi, diversi da quelli dell’epoca della scomparsa di Ylenia, che riportano una data di nascita spostata dieci anni più avanti (nel 1951), oltre a un diverso nome e cognome.

Nel gennaio 2013 Al Bano ha presentato istanza di dichiarazione di morte presunta della figlia Ylenia al tribunale di Brindisi. Romina Power si è dichiarata “profondamente amareggiata” da questa decisione dell’ex marito. La morte presunta di Ylenia in data 31 dicembre 1993 è stata infine dichiarata l’1 dicembre 2014 con sentenza del tribunale di Brindisi.

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