Ronaldinho nei guai: l’ex stella del Milan in manette

L’ex attaccante di Milan e Barcellona è finito in manette dopo essere stato trovato in possesso di un passaporto paraguayano falso.

La notizia ha fatto il giro del mondo nelle prime ore di questa mattina: Ronaldinho, all’anagrafe Ronaldo de Assis Moreira, ex stella del Milan e del PSG, è stato arrestato in Paraguay. Come mai sono scattate le manette per il celebre calciatore, che spegnerà le sue prime 40 candeline tra poco più di 10 giorni?

Ronaldinho, che come ben si sa è stato anche attaccante del Barcellona, è finito in manette in quanto trovato in possesso di un passaporto uruguayano falso. Nel momento in cui sono scattate le manette, il calciatore era in compagnia del fratello Roberto, che è anche suo agente.

La conferma del Ministero degli Interni del Paraguay

La conferma in merito all’arresto di Ronaldinho è arrivata da fonti autorevoli, ossia il Ministero dell’Interno del Paraguay. Il dicastero appena citato ha rivelato che l’ex attaccante di alcune tra le più importanti squadre al mondo – ha giocato la sua ultima stagione nel 2015 con la maglia del Fluminense Football Club, una società sportiva brasiliana – è stato fermato nella suite di un lussuoso resort di Asuncion.

Ronaldinho si trovava in Paraguay per prestare il suo volto a una campagna dedicata all’assistenza sanitaria gratuita ai bambini del Paese. Fondamentale è specificare che l’ex stella di Milan e Barcellona è senza passaporto dal 2018. Il documento gli è stato requisito a seguito di una condanna per reati ambientali dovuta alla costruzione di un edificio sulle rive di un lago nello stato di Rio Grande do Sul senza i dovuti permessi. Ai tempi, all’ex calciatore è stato comminato un divieto di effettuare viaggi all’estero per 10 mesi.

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Subito dopo l’arresto, Ronaldinho e il fratello Roberto sono stati trattenuti in stato di fermo domiciliare presso il resort dove alloggiavano. Le Forze dell’Ordine del Paese hanno provveduto al sequestro dei loro passaporti, degli smartphone e di altri documenti d’identità. Assieme a loro è stato arrestato anche un cittadino brasiliano di nome Wilmondes Sousa, accusato di aver fornito all’ex campione e al fratello i passaporti falsi.

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