Rovazzi: le parole sulla morte del nonno per Coronavirus

Il cantante ha raccontato il suo dolore in un’intervista al Corriere della Sera.

Sono diversi i Vip che sono stati colpiti personalmente dal dramma del Coronavirus. Tra questi c’è anche il cantante Fabio Rovazzi, che ha vissuto il dramma della perdita del nonno. Il cantante ha parlato di questo periodo difficile nel corso di un’intervista al Corriere della Sera.

Niente pezzi allegri per l’estate

Da diversi anni a questa parte, Fabio Rovazzi ha abituato i suoi fan a diverse hit estive allegre, che hanno fatto ballare per l’estate e non solo. Quest’anno, come rivelato da lui stesso nel corso dell’intervista al quotidiano milanese, la situazione è diversa. Il cantante ha infatti specificato che la quarantena è stata per lui un periodo buio non solo per l’assenza di stimoli, ma anche per il dramma vissuto dalla sua famiglia. no firma

Come sopra ricordato, infatti, il cantante ha perso l’amato nonno per via del Covid-19. “La situazione nelle RSA era drammatica. Ho vissuto mesi brutti combattendo contro cose assurde. Avrei potuto fare un post di divisione e attacco. Non l’ho fatto per rispetto del nonno e per non sporcare il nostro rapporto”: queste le parole della voce di successi come Andiamo a Comandare Faccio Quello che Voglio, che ha dedicato un post commovente al nonno scomparso.

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Ho sperato nell’impossibile, ho creduto fino all’ultimo che fossi l’unico in grado di scampare a quella maledetta figura oscura con la falce in mano. Mi sbagliavo. La morte piano piano prende tutti, non capisco perchè debba prendere sempre prima del dovuto tutti quelli a cui tengo. Ho fatto il possibile, l’impossibile e l’impensabile…. ma alla fine questo maledetto virus ti è venuto a bussare alla porta. E fidati quando ti dico che non te lo meritavi. Con te ho passato gran parte della mia infanzia e credo che tutto quello che sono oggi per la stragande maggioranza lo devo a te. Sei l’uomo che mi ha insegnato tutto. Mi hai insegnato che la fortuna non esiste. Mi hai insegnato che la tenacia e la forza di volontá sono alla base di tutto. Sei partito da gommista e sei volato in Argentina diventando dirigente di una delle più grosse multinazionali del mondo. Sei sempre stato il mio esempio di vita e lo sarai sempre nonostante l’assenza di quest’ultima. Dentro di me sapevo che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato ma… scusami non riusciró mai ad abituarmi a queste cose. Ogni volta che succede una parte di me crolla e un altra diventa più forte perchè sa che dovrà andare avanti sempre più sola. Nei hai passate tante negli ultimi anni, ti ho visto sparire a poco a poco nella nebbia e nell’ultimo periodo sono venuto a trovare solo il tuo ricordo… Tramandare i ricordi è stato fondamentale per te: penso che tu sia l’unico nonno al mondo che in ereditá mi ha lasciato terabyte di video storici di famiglia, con annesse lettere e spiegazioni di ogni situazione. Hai sempre filmato tutto, chissà da chi ho preso la passione per i video 🙂 Sei sempre stato orgoglioso di me, ma non ti sei mai reso conto che quello che sono diventato è solo grazie a te. Grazie di cuore, Sei stato il miglior nonno che si possa desiderare. Fabio.

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Poco più di un mese dopo, dalle pagine del Corriere della Sera, Fabio Rovazzi ha raccontato il dolore della sua dipartita, dicendo la sua anche su alcuni fatti di stretta attualità legati all’emergenza. Nello specifico, Rovazzi ha affermato di essere rimasto sorpreso per via del silenzio delle autorità relativamente alla manifestazione dei gilet arancioni in Piazza Duomo a Milano e non solo.

Commentando le idee di chi considera il Coronavirus un complotto e un’invenzione, ha sottolineato che la sua reazione è di prendere la cosa di petto e impazzire, dal momento che ha vissuto da vicino la tragedia della malattia.

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