Sabina Ciuffini: “Volevano sostituirmi a Rischiatutto ma poi intervenne Mike”

Sabina Ciuffini ha raccontato un aneddoto che riguarda Mike Bongiorno.

Chiudete gli occhi e immaginate la donna simbolo degli anni Settanta. Se avete un minimo di cultura televisiva, la prima persona che vi viene in testa è Sabina Ciuffini.

Sabia, o Sabinona, come la chiamava Fabio Fazio in Anima mia, è sostanzialmente scomparsa dal mondo dello spettacolo italiano. Ma ogni tanto torna, ricorda. E quando ricorda, sono tutti orecchie.

Per chi non sapesse nulla di questa signora, ormai mamma, classe 1950, che quest’anno compirà 70 anni, è giusto ricordare che Sabina è stata, se non la prima – quella fu Edy Campagnoli in Lascia o Raddoppia – la prima valletta quasi parlante della Rai, protagonista assoluta del Rischiatutto, quiz condotto da Mike Bongiorno che andava in onda negli anni Settanta su Raidue, che allora non si chiamava così ma secondo canale.

Sabina è stata un simbolo hard della televisione italiana, senza volerlo. Nel senso che Mike, che ne capiva quando lavorava, la scelse tra tante ragazze, affinché rappresentasse i giovani di allora: eleganti e rivoluzionari.

E Sabina tale era, indossando minigonne – le prime che si ricordano nella storia della tv – che fecero scandalo ma che la presenza di Bongiorno rendeva normali al pubblico italiano.

Sabina ancora oggi riconosce quanto deve al vecchio Mike. Al punto da difenderlo in qualsiasi occasione pubblica, ricordandolo con un affetto davvero particolare. Perché Mike, nonostante il suo burbero carattere, è stato, oltre che uno scopritore, un vero padre spirituale, pronto a dare consigli e a difendere chi lavorava con lui.

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Ma come si sono conosciuti? «Entrò nella mia vita – ha raccontato  – gli ultimi giorni prima della maturità. Gli serviva una valletta per una trasmissione di un paio di mesi. Eravamo cinque, scelsero la sorella di Ornella Muti, Claudia Rivelli, stupenda, la più sviluppata di tutte noi. Rifiutò perché aveva contratti pubblicitari e l’avrebbero pagata troppo poco. Ritornai in gioco io: 10 mila lire al mese per tre ore di lavoro alla settimana».

E ancora: «C’era un dirigente Rai, tale Salvi, che non mi poteva vedere. Alla cena di fine anno mi disse: ‘Lei non mi piace, voglio sostituirla’. Da farmi piangere! Lì Mike s’impuntò: «Squadra che vince non si cambia», si rifiutò di vedere altre ragazze. A partire da una certa puntata mi allungarono la gonna. Tra i concorrenti c’era un sagrestano e pare che il Papa ci guardasse».

Sabina e Mike, Mike e Sabina. Un’amicizia che si è consolidata fino alla scomparsa del presentatore. Una coppia tv che tutti ricordiamo con affetto.

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