Sacchetti bio: a Bolzano non possono essere usati per l’organico

Non c’è pace per i sacchetti biodegradabili per la spesa al supermercato. Problemi e lamentele adesso arrivano da Bolzano.

Nel capoluogo trentino, i cittadini dal primo gennaio devono fare i conti con la questione del ‘riciclo’ dei sacchetti in questione. Sì perché per quanto possano essere biodegradabili e compostabili, loro non possono utilizzarli per buttare l’organico. Non possono riciclarli, insomma.

A spiegarne il motivo è stata la Seab, l’azienda che raccoglie i rifiuti organici.
I cosiddetti ‘sacchetti ecologici’ – si legge sul sito della Seab – non sono adatti per la raccolta dell’organico a Bolzano. I rifiuti organici raccolti da SEAB devono essere forniti all’impianto di fermentazione di Lana, dove vengono trasformati in biogas e compost. Il tempo di degradazione di questi sacchi ecologici, significativamente più lungo rispetto agli altri materiali raccolti, influirebbe sull’intero processo. Inoltre, questi sacchi spesso si incastrano tra le lame del frantumatore causando dei guasti al sistema”.

E allora come si fa?

Per evitare eventuali multe – spiega sempre la Seab sul portale – i cittadini di Bolzano sono invitati a utilizzare esclusivamente i sacchetti di carta forniti da SEAB. Questi sacchetti vengono distribuiti con frequenza annuale a tutte le famiglie di Bolzano e si possono inoltre ritirare gratuitamente agli sportelli SEAB di via Lancia. In alternativa possono essere utilizzati solo sacchetti di carta per alimenti senza finestre in nylon (per esempio, quelli del pane). Altri sacchetti di carta (ad esempio le buste dei negozi di abbigliamento) non sono adatti”.

Nelle altre città italiane, invece, non c’è questo tipo di problema, ma vi è un’altra questione che forse in tanti sottovalutano: le etichette con il peso e il costo della frutta non sono bio e quindi andrebbero staccate prima di gettare il sacchetto.