Salvi in TV: “È morto il mio cane e sui social mi hanno attaccato perché ho pianto”

Enzo Salvi ha raccontato a Storie Italiane della scomparsa di Victor.

Non è mai bello vedere un comico piangere. Se poi a farlo è un guitto che da più di 20 anni vedi spavaldo in tv al cinema, osservarlo per qualche minuto in lacrime davanti a un oggettivo dramma personale, te o fa sentire più vicino. Più umano. E forse, quando lo rivedrai dopo questi momenti pieni di lacrime, sarai pronto a ridere con lui e di lui di cuore.

Enzo Salvi, attore e comico, è intervenuto nel corso di Storie Italiane, appena prima della chiusura, per parlare della sua storia e fare la sua denuncia pubblica contro gli hater.

La vicenda che ha portato alla conoscenza della trasmissione di Rai1 condotta da Eleonora Daniele ha dell’incredibile. Di recente, Enzo Salvi ha vissuto la dolorosa scomparsa di Victor, il suo amato cane.

Dopo aver scritto su Facebook un post a lui dedicato, però, è stato sommerso dagli insulti. «È stato per me un figlio, è venuto a mancare… per me era un angelo sceso dal cielo, siamo fortunati ad avere un cane», ha commentato Salvi in diretta.

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Tuttavia, ha proseguito, «quando è morto il mio cane ho espresso quello che era il mio dolore su Facebook e tanti simpaticoni mi hanno detto che stavo esagerando, che era solo un cane, cose che fanno male…».

Gli odiatori del web, dunque, sono intervenuti anche in questo caso. A prendere le difese di Enzo Salvi è stata Raffaella Fico, anche lei presente in studio, che ha commentato: «Sono esseri umani, gli manca la parola!».

Ma come ha risposto Enzo Salvi ai suoi odiatori, i quali hanno avuto da ridire anche sulla morte del suo amato amico a quattro zampe? «Rispondo solo di vergognarsi soprattutto in questo periodo dove una signora di 90 anni è costretta ad andare in giro con la scorta perché sta ricevendo degli insulti. Metterei loro con una ciotola di pane e acqua chiusi in una cella, così abbiamo risolto il problema», ha commentato l’attore riferendosi al caso di Liliana Segre.

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Quindi in chiusura ha voluto leggere una lettera scritta di getto, in piena notte e dedicata proprio al suo amato Victor: «Sto male Victor, sto male perché il tuo guinzaglio ciondola in un maledetto vuoto che non sarà mai più colmato. Sto male perché sei stato l’unico che nei giorni di dolore non si è mai allontanato dal mio letto. Sto male perché alcune volte ti ho rimproverato e adesso ti giuro che non vorrei averlo mai fatto. E sto male perché tu mi hai insegnato il significato di essere forte anche nei momenti difficili. Sto male, sì sto male perché sei stato un dono divino, perché sei stato l’amico di tutti, perché drammaticamente mi manchi. Perché siamo stati una cosa sola. Perché oggi ti chiamo Victor e tu non arrivi. Sto male Victor perché il tuo posto è freddo e vuoto e quella che prima era la tua cuccia adesso è il mio cuore e lo sarà per sempre». Le sue parole hanno commosso i presenti in studio, tra cui la padrona di casa.

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