Salvini al citofono, il leghista risponde all’attacco di Fabio Volo

Matteo Salvini ha replicato alla scrittore dopo lo sfogo su Radio Deejay che non è piaciuto a Linus.

Tutti aspettavano una risposta di Matteo Salvini dopo l’attacco di Fabio Volo dagli studi di Radio Deejay. Lo speaker e scrittore ha definito l’ex ministro dell’Interno «uno stronzo e un bullo» dopo che questo nei giorni scorsi aveva, in modo indistinto e seguito dalle telecamere, citofonato a casa di un tunisino, accusato dalla gente del quartiere emiliano, dove il leader della Lega stava facendo campagna elettorale, di essere uno spacciatore di droga.

E non sono bastate le scuse di Linus, anche se il leader della Lega ha atteso prima di rispondere, probabilmente perché lui e Volo si sono telefonati più volte, indipendentemente dalla politica.

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Ma poi è arrivata la classica risposta alla Salvini. A Porta a Porta così Salvini ha dichiarato: «Io amici camorristi e mafiosi non ne ho. Io sono stato minacciato di morte dai Casamonica, non perché ho citofonato ma perché ho dato la prima mazzata con la ruspa ad una loro villa… Mentre facevo abbattere quella villa, forse Fabio Volo scriveva un altro libro che gli ha fatto guadagnare dei bei soldini…». Bisognerebbe poi chiedere al Leader della Lega cosa c’è di male nello scrivere libri e nel venderli, ma a quanto pare Bruno Vespa, che libri ne scrive, non ha sentito l’urgenza di chiederglielo.

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E ancora: «Travaglio parla di giustizia citofonica? Secondo Travaglio io dovrei andare in galera, con una pena maggiore rispetto a quella degli spacciatori di droga, perché il reato per cui sono imputato prevede fino a 15 anni di carcere. È assurdo che i Travaglio e il Pd di turno ritengano che sia normale una roba del genere, secondo me è un enorme spreco di denaro pubblico questa roba qui. Mi chiedono di citofonare ai mafiosi? Sono andato a bermi un caffè con Nicola Gratteri che è uno dei principali nemici delle mafie, che si batte ogni giorno contro la ‘ndrangheta. Ricordo poi che la villa ai Casamonica con la ruspa l’ho abbattuta io, non Fabio Volo o Fabio Fazio. E a Corleone il commissariato di polizia confiscato alla mafia l’ho inaugurato io. Se c’è qualcuno a cui sto sulle palle sono proprio mafiosi e camorristi».

Volo stamani non ha voluto replicare in radio, richiamato dalla ramanzina su Instagram del direttore editoriale Linus, però sul suo profilo Instagram ha pubblicato una sua foto sorridente a Radio Deejay con una didascalia che recita: «Ci sentiamo domani… lascia un commento qui sotto ma ricorda: Specchio riflesso chi lo dice sa di esserlo». Un messaggio che vuol dire tutto e niente.

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