Salvini citofona a un tunisino: “Scusi, lei spaccia?”

Il leader della Lega ha citofonato a casa di una famiglia tuinisina di presunti spacciatori residenti nel quartiere Pilastro di Bologna

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Matteo Salvini, impegnato nel rush finale della campagna elettorale in Emilia Romagna, è al centro di un’aspra polemica. Il leader della Lega, in compagnia di alcuni residenti della zona, ha visitato ieri il quartieri bolognese di Pilastro, un rione periferico del capoluogo emiliano.

Guidato da una donna, il 46enne ex Ministro degli Interni si è avvicinato a uno stabile del quartiere, citofonando a casa di un inquilino additato dagli abitanti della zona come presunto spacciatore.

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La diretta Facebook dal rione Pilastro

In diretta sulla sua seguitissima pagina Facebook e circondato da giornalisti e residenti della zona, Salvini si è avvicinato allo stabile indicando il citofono della famiglia e dicendone il cognome. Successivamente ha suonato al citofono, ricevendo la risposta di un uomo e chiedendo di entrare.

«Ci hanno segnalato una cosa sgradevole e vorremmo che lei la smentisse. Ci hanno segnalato che da lei parte lo spaccio della droga qua in quartiere. Ce l’hanno detto dei cittadini. Hanno detto il giusto o è sbagliato?».

Il residente ha riattaccato. A quel punto l’ex Ministro dell’Interno si è rivolto al capannello di residenti presenti in quel momento, chiedendo informazioni sul numero di persone presenti in famiglia. A questa domanda, i presenti hanno risposto che si tratta di madre, padre e due figli e che uno di loro, assieme al genitore, è dedito allo spaccio.

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La reazione del ragazzo accusato

Il gesto di Matteo Salvini è stato oggetto di plurime critiche. Da citare a tal proposito è il post della deputata del PD Alessia Morani, che su Facebook si è scagliata contro il leader della Lega con queste parole:

«Ieri è andato in scena il processo in piazza. Il prossimo che mi dice che la #Lega è garantista lo mando al diavolo in un nano secondo #Salvinivergognati».

Immediata anche la reazione del ragazzo accusato di spacciare. Il giovane tunisino, 17 anni, ha diversi precedenti ma, come spiegato da lui stresso ai giornalisti di Fanpage, si sta reinserendo nella società («Vado a scuola, sono un ragazzo normalissimo»). Durissimo anche Matteo Orfini, che ha dato all’ex capo del Viminale del “cialtrone”.

Il giovane ha parlato anche dei genitori, specificando che la madre ha 67 anni e che il padre lavora come corriere di Bartolini e «si spacca il c…o». Il ragazzo ha altresì annunciato che denuncerà per diffamazione la donna che, nella serata di martedì 21 gennaio, ha accompagnato il leader della Lega e diverse altre persone residenti nel quartiere davanti al portone del palazzo, additando lui e la sua famiglia come spacciatori.

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