“Salvini, hai fatto licenziare mia figlia per un gelato”. La gelateria smentisce

Una commessa di una gelateria di Milano si sarebbe rifiutata di servire un gelato a Matteo Salvini e per questo motivo avrebbe lasciato il lavoro.

Il fatto è accaduto martedì scorso, 20 marzo, in un locale di piazzale Siena: Baci sottozero.

La ragazza avrebbe motivato così la sua scelta: “Io non servo i razzisti“.

Salvini sarebbe stato poi servito da un’altra persona e non ha assistito alla discussione che, però, è finita sui social media.

Sì, perché una donna, Cristina Villani, che si è qualificata come la mamma della ragazza, ha accusato Salvini di avere chiesto il suo licenziamento:

Desidero informarla“, rivolgendosi al leader della Lega, “che a seguito della telefonata che lei ha fatto alla titolare del negozio in quanto non soddisfatto del servizio da parte di mia figlia, mia figlia ha perso il lavoro“.

Un’ipotesi, però, smentita categoricamente dai titolari della gelateria:

Durante la discussione si è tolta la divisa e se n’è andata abbandonando il posto di lavoro a metà turno, esclamando cose che poco hanno a che vedere con il nostro lavoro. Inoltre non c’è stato nessun licenziamento. Da noi può essere servito chiunque con qualunque ideologia politica o culturale e quando la cosa è stata fatta notare alla signorina, lei se n’è andata lasciando i suoi colleghi e il posto di lavoro“.

Il commento di Matteo Salvini: “Cosa non si inventano alcune persone pur di fare polemica… Vado in questa gelateria da anni perché il gelato è ottimo, e continuerò ad andarci. Per chi votano proprietari o lavoratori non mi interessa, a me interessa che il gelato sia buono. Figurarsi poi se telefono a qualcuno per lamentarmi, mai fatto! Buon lavoro, buon gelato e complimenti a chi ha aperto questa attività, portando vita in una zona non propriamente centrale di Milano“.