Salvini tende la mano al PD per il governo. La risposta? Un 2 di picche

O c’è un governo o la parola torna agli elettori“.

Questo l’aut-aut di Matteo Salvini, il leader della Lega, il partito che ha ottenuto più voti all’interno della coalizione di centrodestra.

Salvini ha anche affermato che, se fosse per lui, “farei domattina una legge elettorale che dà un premio alla coalizione o al partito più votato ma credo poco ai governi tecnici che rischiano di essere al servizio di Bruxelles“.

Il leader leghista ha manifestato inoltre la speranza “che il PD sia a disposizione per dare una vita d’uscita al Paese. Tutti dicono che al centro c’è il lavoro, su questo il nostro programma ha proposte concrete e realizzabili“.

A proposito, poi, del Movimento Cinque Stelle, Salvini ha detto: “Noi non proponiamo un reddito per pagare la gente per stare a casa“.

Il leader leghista ha anche annunciato che “stiamo lavorando, entro aprile qualunque sia il governo c’è una manovra economica da preparare. Leggo che Bruxelles vuole nuove tasse, noi presenteremo una manovra alternativa, fondata sul contrario, meno tasse“.

E che succede se non si riuscisse a formare un governo solido? “Una cosa alla vota, sicuramente non si fanno pastrocchi” è il pensiero di Salvini.

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LA RISPOSTA DEL PD

Ettore Rosato, capogruppo del PD alla Camera dei Deputati, ha risposto così all’invito di Matteo Salvini: “La Lega non si nasconda dietro a pretesti e costruisca le condizioni per un governo con chi ha i suoi stessi programmi e toni“.

E ha aggiunto: “Il senso di responsabilità devono averlo tutti e la nostra risposta al richiamo di Mattarella è scontata. Ma i primi ad essere richiamati alla responsabilità sono quelli che hanno vinto le elezioni. La nostra responsabilità è stare all’opposizione“.