USA, donna sposa una stazione ferroviaria dopo 36 anni d’amore

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“Vuoi tu prendere come marito una stazione dei treni e prometti di essergli fedele finché morte non vi separi?

Una donna americana ha deciso di sposare una stazione dei treni, dopo averla frequentata per oltre 36 anni. La protagonista di questa storia si chiama Carol Santa Fe ed è una pendolare che, dopo trascorso quasi tutta la sua vita in una stazione di San Diego, ha deciso di unirsi per sempre a questo luogo così importante per lei.

La statunitense è affetta da una rara malattia denominata “Sexual objectum” (ossia “oggetto sessuale”), una patologia che provoca una visione distorta della realtà. La conseguenza principale è un’attrazione emotiva e sessuale verso luoghi e oggetti inanimati.

Ha così scelto di convolare a nozze con la stazione, il “suo sposo”. L’ha fatto con una cerimonia celebrata nel 2011 unendosi in matrimonio con lo snodo ferroviario Daidra, con il quale, ha affermato la donna, fa sesso ad ogni loro incontro.

Oggi Carol, che ha 45 anni, vive nella stazione, ed è felicissima all’idea di passare ogni minuto libero con il suo “amore”. “Non abbiamo iniziato una relazione fino al 2011 ma io ne sono stata innamorata da quando ero una bambina – ha spiegato la donna, che ha rivelato di sentirsi attratta sessualmente dal luogo -. Non ho mai fatto sesso in pubblico con Daidra, non lo troverei rispettoso per i passanti, ma ogni volta la bacio e l’abbraccio. Faccio l’amore con Daidra nella mia mente mentre sono lì”.

“Quando ci siamo sposati è stato il giorno più bello della mia vita – ha spiegato Carol parlando del suo matrimonio e svelando di aver creato un rapporto di forte connessione con la struttura -. Ogni notte faccio 45 minuti di autobus per venirla a trovare. Quando la tocco, sento come se mi accarezzasse e mi baciasse. Amo particolarmente quando sento i treni che accelerano, mi eccita”.

La donna ha chiarito di non sentirsi pazza: “La ‘sexual objectum’ non è una malattia mentale come i media la dipingono – ha chiarito Carol – è la nostra sessualità, è come essere lesbiche o bisessuali, non siamo matti”.