Sanremo 2020, censurare Junior Cally è ipocrita e abbiamo le prove

Ecco perché c’è una notevole ipocrisa nelle polemiche di questi giorni contro il rapper.

C’è una notevole ipocrisia in quei politici, in quegli adulti e in quei detentori della morale che attaccano il rapper Junior Cally, tra i partecipanti al Festival di Sanremo, accusato di avere scritto tanti anni fa un pezzo definito «sessista e contro le donne, che esalta la violenza».

Una tecnica tipica di chi non conosce e studia poco il mondo della musica o le sue dinamiche, scoprendo che un ‘problema’ esiste quando è già troppo tardi per risolverlo. Meraviglia la politica, che in piena campagna elettorale per l’Emilia Romagna, rivolge il suo sguardo verso un artista di 29 anni, che certe cose le scriveva con la rabbia di un diciannovenne più di dieci anni fa e che ora dovrebbe essere felice per essere arrivato a Sanremo.

Stupisce la generazione dei boomer che non ricorda di essere cresciuta con i testi di James Brown che dicevano «I Got my mojo working», sostanzialmente «Io porto il mio caz*o a lavorare» o con Jim Morrison che in «The end» dei Doors invitava, freudianamente a «uccidere il padre e a sco*arsi la madre».

Stupisce ancora di più l’atteggiamento della Generazione X, quela nata negli anni Ottanta, che oggi comincia ad avere figli e si sente offesa, dopo essere cresciuta con i video sexy di Britney Spears che cantava «opps I did it Again», che ha cantato come sparare al meglio con la pistola con 50 cent o ha ascoltato Snop Doggy dog, dove quel «doggy» si riferisce alla posizione sessuale preferita dal cantante.

Ma lasciamo perdere il passato. Guardiamo al presente. Chi sono i cantanti più venduti degli ultimi dieci anni? Sfera Ebbasta che canta «quanto sei porc a, dopo una vodka, me ne vado e lascio un post-it sulla porta», J Ax che con  la sua «Ohi Maria» inneggiava al consumo della droga, Gué Pequeno che ha più volte postato storie di Instagram col pene in mano, Salmo (che doveva essere ospite a Sanremo) «dici sei pazzo, ma pazzo di te. Dopo sco*iamo, tu vieni sei volte. Caz*o diranno i vicini di me?».

Junior Cally e Amadeus.

Ma limitiamoci a Sanremo. Il capro espiatorio, il cattivo, è Junior Cally per i suoi testi passati? Gli ultimi ad attaccarlo sono stati – dopo le deputate del Partito Democratico e Matteo Salvini – il Movimento italiano Genitori e la senatrice Valeria Fedeli che lo hanno definito «inadeguato». Per caso questa gente ha visto cosa hanno scritto in passato gli altri artisti in gara?

Consideriamo Marco Masini. Troppo facile parlare del testo di Vaffan*ulo. Arriviamo a quello di Bella stron*a che dice: «Bella stron*a. Che hai chiamato la volante quella notte. E volevi farmi mettere in manette. Solo perché avevo perso la pazienza. Mi verrebbe di strapparti quei vestiti da put*ana e tenerti a gambe aperte finché viene domattina». Perché non accusare anche lui di sessismo?

E i Pinguini Tattici Nucleari? Che in Gioventù brucata dicono: «Le serate da ubriachi a parlare del vostro futuro. Senza ritegno, come se non ci fosse un domani». Sono adeguati loro? E Morgan, consumatore regolare di cocaina non è un problema? Piero Pelù che da Litfiba esaltava l’uso delle droghe? Elettra Lamborghini che si è fatta strada nel mondo dello spettacolo agitando il fondo schiena e insegnando il twerking a migliaia di ragazze?

«Non ci sono più i cantanti si una volta». Dice Matteo Salvini, che parla di Vasco – quello di «voglio una vita spericolata» – o Morandi  – «andavo a 100 all’ora per trovare la bimba mia» – o Lucio Dalla – «per i ladri e le puttane mi chiamo Gesù bambino« – e stiamo andando a memoria.

Inutile pure la scusa «i ragazzini fanno quello che i cantanti dicono». Non è mai così. La dimostrazione? In questi giorni si celebrano i 40 anni dalla prima volta sulla tv italiana di Mazinga Zeta. Allora in parlamento un deputato del partito Comunista in una interrogazione parlamentare paventò il rischio che «i bambini esaltassero la guerra e distruggessero il mondo». Il mondo è ancora qui e nessuno ha mai lanciato raggi fotonici.

Ergo, volendo citare il titolo della canzone di Junior Cally: censura? «No grazie».