Sanremo 2020, Elodie è pronta: “E quando mi ricapita”

La bellissima cantante racconta il suo Festival.

Se esiste un simbolo di bellezza e di professionalità nel mondo della musica italiana, lei è un ottimo esempio, con il suo sguardo, il suo sorriso, il suo corpo, la sua capacità di essere sensuale e magnetica allo stesso tempo. Perché ci sono delle donne che ti cambiano la vita.

E lei lo ha cambiato a un uomo che prima di lei faceva tutt’altro tipo di vita: Marracash, rapper siciliano di Nicosia, che ha fatto capitolare. E che ora è il suo più fedele fan. «Altro che comfort zone, preferisco allargarmi, mettermi alla prova, prendere gli schiaffi dalla vita: sono un’irrequieta di natura e non ho paura del giudizio».

Elodie si presenta al suo secondo festival di Sanremo, con il brano Andromeda – scritto per lei da Mahmood e Dardust -, più grintosa che mai. E pronta a cambiare pelle e a sperimentare.

Partita come interprete classica, con gli ultimi lavori – complice anche l’amore che la lega al rapper Marracash – si è avvicinata pian piano all’hip hop, in una versione molto persone di poprap. E tutto questo è finito nel suo nuovo album This is Elodie, in uscita il 7 febbraio, con un’anteprima streaming dal 31 gennaio.

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«Il titolo che ho scelto è il modo che ho di affermare me stessa e quello che sono diventata, io figlia di padre italiano e madre della Antille francesi, espressione del melting pot culturale. È un disco inclusivo con sfumature diverse», ha raccontato Elodie, che si è ormai affrancata dall’etichetta di ex talent (partecipò ad Amici nel 2015, arrivando seconda).

A Sanremo approdò già nel 2017 e ne conosce l’atmosfera. «Più c’è tensione, più io me ne frego. Tutti gli occhi puntati addosso… e quando mi ricapita. Vado lì a fare la ‘favolosa’», ha scherxzato con il suo accento romano che stona un po’ con l’aria da francesina che la contraddistingue.

«Lo so, mi diverte giocare con le contraddizioni». E in un festival che sulle donne sta giocando una partita importante dice: «Per me essere donna è un regalo. Molti passi avanti sono stati fatti, ma ancora tanti ce ne sono da fare. Lo strumento migliore per crescere è il dialogo, ma ci vuole tempo e pazienza».

Non manca il riferimento alle polemiche su Junior Cally: «Il linguaggio musicale sa e può essere aggressivo e crudo come quello cinematografico. Non penso si possa considerare una canzone un’istigazione alla violenza».

Come è evidente, noi tifiamo per lei. Sempre pronta e gentile.

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