Sanremo 2020, Fiorello apre (e diverte) il Festival: “C’è bisogno di pace”

Le parole dello showman siciliano all’apertura del 70esimo Festival di Sanremo.

Fiorello ha aperto la 70esima edizione del Festival di Sanremo, introducendo il conduttore e direttore artistico Amadeus, ma soprattutto amico da 35 anni.

Fiorello, vestito da sacerdote – o meglio, da Don Matteo («l’unico Matteo che funziona») – ha cominciato con l’affermare che «c’è bisogno di pace. Questo è il Festival delle polemiche e ci voleva qualcosa di forte. Scambiatevi un segno di pace, non è blasfemo».

«Qualcuno doveva pur aiutare Amadeus, le sardine sono occupate… metà con noi, metà con Luciano Benetton. Io sarò il Rocco Casalino di Amadeus», ha detto lo showman siciliano sul palco dell’Ariston.

E ancora: «Santo Padre, non disdica il canone… questo p l’abito originale di don Matteo, uno dei pochi Matteo che funzioni in Italia, questo da solo vale il 35%»Poi il riferimento scherzoso alle polemiche degli scorsi contro Amadeus, capace di unire tutti, sinistra, destra e centro («il centro non c’è e si è unito per avercela con Amadeus»): «Mia madre mi ha consigliato ‘stai attento quando sei lì a quello che dirai, altrimenti rischi di fare la fine di Amadeus’».

Poi, dopo la comparsa di Amadeus, Fiorello ha detto: «Sono gli attimi che precedono la fine della tua carriera: ti levano pure i Soliti Ignoti. Ce l’hai presente il parente misterioso? Quello fai. La gente cancella i selfie con te. Tu non devi pensare al cast, a quelli che stanno qua, ma a quelli che hai lasciato a casa. Era meglio il Festivalbar. Ricordati: a Sanremo si entra papa e si esca Papeete», ha concluso citando la discoteca che questa estate è stata palcoscenico privilegiato di Matteo Salvini.

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