Sanremo 2020, il dramma di Rita Pavone: “Ho rischiato di morire”

Cos’ha raccontato la cantante.

Partiamo da un fatto: Rita Pavone ha 74 anni. E se mediamente a ognuno di noi – anche al più sano, a quello che va in palestra ogni settimana e a quello che mangia in modo regolare e pulito – capita qualche malore, anche a lei può essere capitato qualcosa in quasi tre quarti di secolo.

Solo che lei è Rita Pavone, deve partecipare al prossimo Festival di Sanremo, da un po’ è accusata di essere salviniana e sovranista e da un po’ di giorni non si parlava di lei nei vari media.

E allora, come riportarla in prima fila? Raccontando che è stata male. E che addirittura ha rischiato di morire. E la nera signora, che non è Rita Pavone, l’abbiamo vista tutta almeno una volta nella vita. Chiunque ha ‘rischiato di morire’. Ma sentiamo la storia di Rita Pavone. Perché è divertente sapere che una che interpretava Giamburrasca e che voleva dare un colpo di martello in testa «a quella smorfiosa con gli occhi dipinti» che guardava il suo uomo, oggi ha paura della morte.

Il fatto si riferisce al 2003. Diciassette anni fa. Non quest’anno, non lo scorso, non ieri. Ma diciassette anni fa. E Rita Pavone ha avuto solo ora il tempo di farcelo sapere.

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«Avevo piccole fitte al petto a cui però non davo nessuna importanza, cantavo, andavo di qua e di là, ballavo come una matta, fino a che sono piombata a terra ché l’aorta era quasi già bella e otturata. Mi hanno riportata al mondo per un pelo». E quel pelo oggi ce la fa tornare al Festival di Sanremo, con una canzone che tutti i critici musicali televisivi che l’hanno già sentito hanno bocciato per la sua «vacuità e inutilità».

Ma la Pavone con i suoi ricordi è tornata ancora più indietro nel tempo, quando è stata a una puntata dell’Ed sullivan show, che per chi non lo conoscesse, era il programma musicale americano televisivo per eccellenza. Lì, Rita ha conosciuto l’uomo che agitava le gambe e l’anca come nessun altro al mondo: Elvis Presley. «Alla fine di una puntata di cui era ospite anche Elvis Presley, uno dei miei miti, lui si avvicina e mi fa: ‘Sei in gamba, ragazza. Farai strada e sarà molto lunga’. Toccai il cielo con un dito. Infatti sono ancora qui, grazie alla mia voce che è rimasta intatta. La faccia no, le rughe mostrano per intero la mia anagrafe. Ma di quelle non mi è mai importato nulla».

Cos’altro ci racconterà la Pavone da qui alla fine del Festival?

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