Sanremo 2020, Myss Keta con Elettra Lamborghini: perché si copre il viso?

Myss Keta parteciperà ai duetti del Festival.

È un evento davvero cult quello che ci appresteremo a vedere a Sanremo nella serata dei duetti, quando padrone sul palco saranno due donne. E che donne.

La concorrente Elettra Lamborghini, per presentare la sua versione di Non succederà più di Adriano Celentano e Claudia Mori ha infatti deciso di portare sul palco Myss Keta, ovvero uno delle più innovative artiste italiane.

«Io ed Elettra – ha raccontato la bionda artista coperta dal misterioso velo che le nasconde il viso – ci siamo viste la prima volta a un concerto a Riccione, c’era anche Elodie. Abbiamo fatto serata insieme ed è scattata la scintilla. Siamo artiste diverse, ma ci uniscono alcune cose: la voglia di far festa e di usare il corpo come ci pare. Non ci piacciono i sentieri battuti. Facciamo sempre quello che vogliamo».

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La figura di Myss Keta, che quest’anno a Sanremo è ospite di numerosi programmi e fissa con le sue opinioni sia a Radiodue che a L’Altro Festival di Nicola Savino su Raiplay, è diventata un’icona giovanile negli ultimi tre anni, capace di conquistare sempre più sazi popolari con le sue provocazioni musicali, mai volgari e sempre ironiche, dove non manca la connotazione politica.

Bisogna spiegare ai non addetti ai lavori che quando parliamo di Myss Keta non si intende solo la rapper in quanto tale, ma un collettivo dove Keta è un simbolo fatto di carne, ossa, ma anche elementi. Quel capello biondo, quella maschera e quegli occhiali scuri rappresentano il personaggio, che nulla c’entra con la persona, tra l’altro fotografata più volte dai giornali di gossip, senza creare particolare disaffezione tra il reale e il finto.

Arrivando nello specifico, Myss Keta è una cantante con due album all’attivo, che si è anche conquistata il ruolo di opinionista. Il suo stile unisce rap, elettronica e punk. I testi parlano in modo ironico del mondo glamour di Milano, demitizzandolo.

Di lei racconta: «Io sono sempre stata legata al mondo clubbing, gay, queer e il progetto di Myss Keta, nato in una notte d’agosto, mi ha dato modo di riflettere sui valori sottesi a questo universo. Senza addentrarmi in definizioni strane, posso dire che la cultura del clubbing spinge ogni individuo ad abbracciare se stesso. Implica una liberazione dalle gabbie della quotidianità che è sempre stata parte del progetto Keta». Riguardo la maschera dice che «è il suo strumento per essere libera di dire sempre la verità. Come i giullari di corte, unici liberi di sputtanare il re».