Sanremo 2020, standing ovation per Rita Pavone

Applausi per l’esibizione dell’artista piemontese. Spogliarello per Achille Lauro.

«E stasera cerchiamo, tutti noi, di fare un passo in avanti, e di non fare gaffe… magari». Così la giornalista palestinese Rula Jebreal ad Amadeus sul palco dell’Ariston, con un riferimento scherzoso alla battuta del ‘passo indietro’ che il 12 gennaio scorso il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo aveva fatto parlando della fidanzata di Valentino Rossi, Francesca Sofia Novello, che aveva innescato forti polemiche.

«Sanremo è un posto carico di energia bellissimo – ha aggiunto la Jebreal che ha la cittadinanza italiana e israelliana – ma le scale più belle che ho sceso sono quelle quando avevo 20 anni, le scale dell’aereo con cui sono arrivata in Italia», ha detto quando Amedeus le ha chiesto quale emozione provasse a scendere le famose scale.

«Stasera facciamo parlare la musica – ha aggiunto Rula – che è una lingua universale che tutti comprendiamo».

Da segnalare, poi, la standing ovation del Teatro Ariston, e gli applausi della sala stampa, per Rita Pavone, dopo la sua energica performance. La 74enne torinese ha cantato Niente (resilienza 74), scritta dal figlio Giorgio. La Pavone non si presentava al Festival dal lontano 1972.

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Infine, Achille Lauro ha sorpreso più per l’abito che per la canzone (Me ne frego). Si è presentato scalzo, con un mantello nero e con le rifiniture in oro. Poi, durante l’esibizione, si è anche tolto il mantello, rimanendo con una tuta laminata in oro.