Sclerosi multipla: l’allattamento al seno mette in stand by le recidive

Nell’eterna diatriba latte materno contro latte artificiale, ancora una volta vince il primo. E non perché ci sono novità in merito ai benefici per i neonati. Questa volta si tratta della salute della mamma.

Una ricerca della Stanford University della California, infatti, ha dimostrato che l’allattamento al seno può ridurre le ricadute in chi soffre di sclerosi multipla. Sotto la lente di ingrandimento la velocità della recidiva.

I test sono andati così. Dopo la gravidanza (periodo in cui la SM va in stand-by perché il corpo della donna attiva tutta una serie di autodifese per permettere al feto di crescere e nascere) nel campione di mamme che ha allattato esclusivamente al seno la malattia è ricomparsa al termine dell’allattamento e con il ritorno di ovulazione e mestruazioni.

Oltre l’80% delle mamme che hanno rinunciato da subito all’allattamento per riprendere i farmaci, ha avuto una recidiva entro i sei mesi successivi al parto.

 

Sembrerebbe che a bloccare l’avanzamento della sclerosi multipla durante il puerperio sia la prolattina, l’ormone dell’allattamento. Un altro studio, condotto su topi dai ricercatori dell’University of Calgary in Canada, ha dimostrato infatti che questo ormone è in grado di stimolare la produzione della mielina che è quella sostanza grassa che riveste e protegge i nervi e che viene attaccata e distrutta dal sistema immunitario di chi è affetto da SM.

Si tratta di scoperte molto interessanti che potrebbero aprire la strada a nuovi farmaci capaci di riparare la mielina e non semplicemente di rallentare la malattia.

Ma i tempi, purtroppo, sono lunghi.