Sconti a visitatori arabi, la Meloni: “Cacceremo il direttore se vinciamo”

Non si arrestano le polemiche sulla decisione del Museo Egizio di Torino di concedere uno sconto ai visitatori arabi con la formula “Se sei arabo paghi uno ma entrate in due“.

Già un mese fa, la presenza di cartelloni pubblicitari apparsi qua e là nel capoluogo piemontese aveva suscitato la rabbia dei leader della Lega e di Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Soprattutto quest’ultima che, su Facebook, scrisse: “Il museo egizio di Torino ci risponde, e la toppa è peggiore del buco. Sostengono che scrivono in arabo perché si rivolgono a ‘nuovi italiani ai quali dobbiamo guardare’. Secondo noi i ‘nuovi italiani’ dovrebbero conoscere almeno l’italiano e non dovrebbero avere bisogno di messaggi promozionali in arabo e continuiamo a non capire perché i ‘nuovi italiani’ con cittadinanza araba dovrebbero pagare il biglietto del museo la metà rispetto a un qualsiasi altro italiano. Misteri egizi delle amministrazioni PD – grilline“.

La polemica, però, si è riaccesa perché Fratelli d’Italia ha scelto di lanciare la sua campagna elettorale torinese davanti al Museo Egizio.

A un tratto, lo stesso direttore del museo, Cristian Greco, è intervenuto durante il presidio e ne è scaturito uno scambio di battute con la leader Giorgia Meloni:

Per la Meloni, Greco commette discriminazioni in base all’etnia.

Fratelli d’Italia, inoltre, ha annunciato che, in caso di vittoria del centrodestra, ci sarà un nuovo direttore per il museo Egizio.

La replica del ministro Dario Franceschini su Twitter: “Noi le persone competenti come Greco le abbiamo chiamate“:

Solidarietà a Greco è stata espressa da due comitati tecnici – scientifici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali tramite una lettera.